Covid, Oms Europa: "Non incoraggiamo uso passaporto vaccinale"

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L'Oms Europa dice no al passaporto vaccinale perché essere immunizzati contro Covid-19 non può essere al momento un lasciapassare per i viaggi internazionali. "Noi incoraggiamo fortemente il fatto che ogni vaccinazione venga accompagnata da una documentazione che sia basata su carta, o preferibilmente digitale. Ed è per questo che l'Organizzazione mondiale della sanità sta lavorando a 'certificati digitali smart'. Ma questo - ha voluto puntualizzare oggi durante il consueto briefing sulla situazione di Covid-19, Hans Kluge, direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'Europa - è qualcosa di diverso da un passaporto. In questa fase non incoraggiamo l'idea che fare il vaccino possa determinare se si può viaggiare a livello internazionale oppure no".

La vaccinazione "non dovrebbe essere un requisito" per stabilire se una persona può viaggiare o meno a livello internazionale, "per diverse ragioni - ha chiarito Kluge - Prima di tutto la motivazione è etica: c'è una carenza globale di vaccini e questo aumenta l'iniquità. Il secondo motivo è scientifico: noi attualmente non siamo ancora sicuri di quanto duri l'immunità dopo il vaccino e paradossalmente - ha prospettato - tu fai il vaccino e sei protetto ma potresti ancora trasmettere l'infezione".

A confermare la posizione dell'Oms è anche Catherine Smallwood, che guida il team di risposta a Covid per l'Oms Europa. L'esperta ha spiegato di aver guardato ai dettagli dell'iniziativa europea e che si tratta di "mettere insieme i dati di tutta una serie di aspetti, incluso la vaccinazione, ma anche informazioni sierologiche per i guariti da Covid", e così via. "Noi - ha ribadito - incoraggiamo molto qualunque azione che possa facilitare i viaggi ed è molto importante questo. Ma rispetto alla possibilità di usare la vaccinazione come 'passaporto' la posizione dell'Oms non è cambiata".