Covid: ordinanza truffa dpi, ‘indagati hanno approfittato di pandemia per arricchirsi’

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Roma, 17 mar. (Adnkronos) – “Si tratta dunque di soggetti che non hanno esitato a porre in essere un piano sistematico per ottenere dalle attività societarie il massimo profitto senza rispettare gli obblighi contrattuali, di volta in volta assicurandosi di conservare il profitto illecito con operazioni simulate e dimostrando una spiccata e pervicace indole delinquenziale”. Lo scrive il gip di Taranto Benedetto Ruberto nell’ordinanza cautelare con cui ha disposto gli arresti domiciliari per 6 persone accusati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe per le forniture di dispositivi di protezione individuale nei confronti della Protezione Civile del Lazio e di altre imprese, al riciclaggio e all’autoriciclaggio.

Da quanto emerso dalle indagini condotte dalla Gdf, nella prima ondata pandemica, lo scorso marzo, quando c’era un’assoluta carenza di mascherine, gli indagati avrebbero promesso forniture alla Protezione Civile del Lazio che sarebbero dovute arrivare dopo 5 giorni e che invece sono arrivate solo ad agosto, mentre una fornitura di camici è rimasta del tutto inadempiuta. “Gli indagati – scrive il gip di Taranto nel capo di imputazione – si associavano tra loro allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti ai danni di soggetti pubblici e privati (truffe, inadempimenti di contratti di pubbliche forniture, frodi nelle pubbliche forniture, autoriciclaggio, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e vendita di prodotti industriali con segni mendaci) assicurandosi i relativi profitti anche grazie all’ausilio di soggetti incaricati delle operazioni di riciclaggio, in particolare attraverso lo schermo societario della ‘Internazionale Biolife’; Antonio Formaro, Francesco Oliverio, Raffaele Buovolo, in qualità di promotori, e organizzatori e Giocomo De Bellis, Pietro Rosati e Luciano Giorgetti in qualità di partecipi, si presentavano sul mercato nazionale e internazionale come soggetti capaci di fornire prontamente ingenti quantitativi di Dpi pur non avendone la disponibilità e anche grazie alla predisposizione di false certificazioni”.

“La pervicacia criminale degli indagati emerge inequivocabilmente dalla persistente consumazione delle condotte delittuose in un lungo e ininterrotto arco temporale: le indagini della Gdf hanno infatti messo in luce i numerosi illeciti contro il patrimonio e mediante frode commessi dagli indagati nell’ultimo periodo, approfittando della situazione emergenziale determinata dell’evoluzione della pandemia e dai consequenziali risvolti su particolari attività economiche (quali quelle relative all’acquisto di Dpi)”.