Covid: palestre lombarde, 'bene riapertura, ma operatori piscine in ginocchio'

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Milano, 18 mag. (Adnkronos) – "Da una parte siamo certamente soddisfatti ma dall'altra siamo delusi. E' un governo a due velocità". Non trattiene la'amarezza Marco Contardi, presidente di Arisa, l’associazione delle imprese dello sport di Confcommercio Milano, che accoglie contrastato la decisione del governo di anticipare la riapertura della palestre dal primo giugno al 24 maggio. "Abbiamo accolto con piacere l'anticipo dell'apertura al 24 maggio – spiega Contardi all'Adnkronos – ma proviamo rabbia per il fatto che le piscine coperte siano chiuse fino al primo luglio. Ciò significa mettere tutti gli operatori delle piscine al coperto in ginocchio, perché significa fargli perdere tutto il mese di giugno ed è intollerabile".

In questo momento, spiega Contardi, "il settore sta subendo le difficoltà più grosse e aprire il primo luglio è voler accanirsi su un comparto che lo non merita". E fa notare: "Tutti hanno detto che il virus all'interno della piscina non esiste, il problema degli spogliatoi è lo stesso delle piscine scoperte, non c'è una logica in queste decisioni del governo". Nonostante l'entusiasmo per la ripartenza, per la Lombardia ha ancora un boccone amaro da digerire, visto che l'11% delle palestre lombarde non riaprirà più.

"Il dato ufficiale lo avremo a settembre ma i numeri sono confermati – sottolinea Contardi -. Io sono fiducioso che a settembre ci sarà vera ripartenza del settore, spero ci sarà l'immunità di gregge che ci permetterebbe di riaprire in sicurezza, fermo restando tutti gli obblighi messi in atto nelle strutture, che verranno mantenuti". La speranza è che si possa tornare a una normalità il prima possibile. "Ora bisognerà capire se utenti avranno la voglia di tornare a frequentare palestre e piscine come prima del Covid – osserva Contardi -. Ricordo che siamo fermi dal 26 ottobre, sono passati 7 mesi e alcuni hanno davanti ancora altri mesi di ulteriore chiusura".