Covid, parla la dottoressa Traversi: "Noi impreparati a tanti morti"

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Medico di Varese: impreparati a tanti morti
Medico di Varese: impreparati a tanti morti

“Noi impreparati a tanti morti”. Per Letizia Traversi, pneumologa dell’ospedale lombardo, la cosa peggiore erano i colloqui con i parenti, al telefono. Il suo racconto è struggente. “Niente pesava di più sul mio stomaco delle chiamate ai parenti di pazienti critici: dover dire a una moglie, a un figlio, a un genitore, che le cose stavano andando male. Che poteva esserci bisogno di terapie intensive, in terapia intensiva, che non garantivano comunque la sopravvivenza. O peggio, che non c’era spazio per fare di più. In equilibrio sopra un filo, tra la voglia di lasciare un po’ di speranza e la necessità di preparare alle notizie peggiori, tra un fastidioso realismo e la tentazione di tranquillizzare e dire che sarebbe andato tutto bene”.

Medico di Varese: noi impreparati, ma non siamo eroi

Poi lo sfogo per uscire dal luogo comune dei ‘medici eroi’. “Per il ‘mondo fuori’ noi operatori sanitari siamo stati tante cose: eroi prima, poi untori, uccellacci del malaugurio, qualcuno addirittura ci ha chiamati bugiardi, insinuando che nulla di ciò che si sentiva al telegiornale fosse vero. Non ho mai condiviso la logica dell’eroe: è il nostro lavoro, la sfortuna ha voluto che ci trovassimo a viverlo in un modo più estremo del previsto”.

“Non sminuite il nostro mestiere”

“Lo abbiamo fatto, come tutti in questo periodo, e ne abbiamo sofferto, come tutti. Però vi prego, non sminuite il nostro mestiere. Non biasimateci se abbiamo fatto fatica, scusate se ve l’abbiamo fatto pesare. E se non credete a ciò che vi raccontiamo da mesi, beh, non credo ci si possa fare nulla”.