Covid, in Parlamento si chiede che i politici abbiano priorità nelle vaccinazioni

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numero legale camera
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Mentre in Italia continua – seppur a rilento – la campagna di somministrazione del vaccino anti Covid, a Roma politici di ogni schieramento chiedono che tra i soggetti prioritari debbano essere inseriti anche sindaci e parlamentari. Una richiesta motivata dalla necessità di far proseguire i lavori del Parlamento in un momento così delicato, ma che ha fatto storcere il naso a più di un esponente politico, che invece ha ritenuto inopportuna una mozione di questo tipo.

Vaccino, priorità a sindaci e parlamentari

L’atto con cui si chiede il vaccino ai parlamentari in via prioritaria, presentato a Palazzo Madama e firmato da trenta senatori tra cui Paola Binetti dell’Udc, sottolinea infatti: “In Senato attualmente ci sono almeno 15 senatori, che sono stati colpiti dal virus COVID-19, e nelle proiezioni che gli epidemiologi esperti fanno di questo indice, è realisticamente possibile supporre che entro la fine del mese potrebbero essere colpite almeno alte 50 persone, rendendo di fatto problematico lo svolgimento delle attività parlamentari”.

A queste dichiarazioni fanno eco alla Camera quelle della deputata di Forza Italia Maria Teresa Baldini, che in un suo intervento ha dichiarato: “Noi dobbiamo dare il buon esempio, vaccinare i parlamentari è una questione di sicurezza, ma anche di rispetto verso chi è tenuto al distanziamento sociale ma vede noi in Aula ravvicinati. Nelle aule di Camera e Senato si riuniscono persone provenienti da tutta Italia a prescindere dal colore delle Regioni”.

Il no di Salvini e Decaro

Nonostante le richieste rimangono però contrari all’iniziativa diversi esponenti politici, tra cui il leader della Lega Matteo Salvini che all’Adnkronos ha dichiarato: “”Io aspetto il mio turno, non ho fretta”, e il sindaco di Bari nonché presidente dell’Anci Antonio Decaro: “Alcuni parlamentari, con un ordine del giorno approvato alla Camera, chiedono di inserire i sindaci tra le categorie ammesse prioritariamente alla vaccinazione in qualità di autorità sanitarie locali. Li ringraziamo, ma ci sono tante categorie di lavoratori esposti e fragili, che dovrebbero essere vaccinati prima di noi. Noi sindaci aspetteremo il nostro turno”.