Covid, Pd: Lombardia renda pubblici elenchi vaccinati con iniziali

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 30 mar. (askanews) - "Il numero delle somministrazioni anti-Covid non fa chiarezza sulla reale copertura vaccinale della popolazione e soprattutto non dissipa i dubbi sugli errori non ancora risolti nelle convocazioni o sui cosiddetti riempilista di fine giornata". Lo ha sottolineato in una nota Gianni Girelli, consigliere regionale del Pd in Lombardia e presidente della Commissione regionale d'Inchiesta sul Covid19.

"Credo sia incomprensibile ai più sapere che in Lombardia sono stati vaccinati moltissimi ventenni e i trentenni a discapito dei sessantenni e dei settantenni che, in caso di contagio, andrebbero incontro a complicazioni nettamente più serie. Sinceramente provo disagio per come sono state interpretate da noi le prime direttive nazionali, che indicavano nella scuola e nelle università gli uomini e le donne da inserire in via prioritaria nelle liste di profilassi con AstraZeneca. Perché è del tutto evidente che insegnare in presenza in una scuola elementare o media è ben diverso che avere un contratto accademico per qualche ora di lezione" ha osservato.

A suo parere "la strampalata organizzazione regionale ha evidentemente permesso che accadessero anche altri incidenti: arrivano infatti segnalazioni di interventi inopportuni da parte di esponenti politici che creano corsie preferenziali per alcuni cittadini. Richiamerei quindi la necessità di comportamenti uniformi su tutto il territorio. Gli amministratori devono tutelate tutta la popolazione non subire i corporativismo di alcune categorie".

"Nei fatti, per sminare il campo da tutte queste illazioni o scorrettezze, sarebbe opportuno e utile che Regione Lombardia, in accordo con il Governo che dovrebbe occuparsi del capitolo privacy, pubblicasse sul sito regionale gli elenchi delle persone vaccinate. Credo che le iniziali del nome con l'anno di nascita, o la professione per coloro che hanno ricevuto AstraZeneca in virtù delle iniziali direttive nazionali, siano sufficienti per capire a che punto siamo e soprattutto quanto dobbiamo cambiare per arrivare alla copertura vaccinale di massa che il Governo si attende per settembre. Inoltre aiuterebbe questa malconcia istituzione a recuperare un po' di credibilità e fiducia" ha concluso.