Covid: perché alcune persone non si ammalano? La risposta in uno studio

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REUTERS/Alaa al-Marjani
REUTERS/Alaa al-Marjani

Esistono persone che sono super-resistenti al virus del Covid e, anche se vi entrano in contatto, non si ammalano? La risposta è sì. Per capire come e perché questo avviene è in corso una ricerca coordinata dall'Università di Melbourne e dalla Fondazione per la ricerca biomedica dell'Accademia di Atene, e che è già stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature Immunology.

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I ricercatori partono da una premessa: "Le infezioni da Sars-Cov-2 mostrano un'enorme variabilità interindividuale, che va da infezioni asintomatiche a malattie potenzialmente letali". Quindi, dopo aver ammesso l'esistenza di persone resistenti al virus, gli studiosi considerano il fatto che in tutte le infezioni nella storia dell'uomo ci sono state persone resistenti ai virus, e dicono: "La variabilità clinica in risposta all'infezione, virale o meno, può essere spiegata, almeno in alcuni individui, da fattori genetici umani".

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Dunque, sarebbero fattori genetici a favorire la resistenza. "L'introduzione di Sars-Cov-2 in una popolazione su scala globale", continuano gli scienziati, "ha fornito l'ennesima dimostrazione della notevole variabilità clinica tra individui in corso di infezione: si va dalle infezioni asintomatiche alle malattie potenzialmente letali. La nostra comprensione della fisiopatologia del Covid-19 potenzialmente letale è progredita considerevolmente da quando la malattia è stata descritta per la prima volta nel dicembre 2019, ma sappiamo ancora molto poco sulle basi genetiche e immunologiche umane della resistenza congenita al virus in questione".

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"I tassi medi di attacco secondario per le infezioni da Sars-Cov-2 possono toccare il 70% in alcune famiglie e sono stati segnalati numerosi nuclei famigliari in cui tutti i membri tranne uno dei coniugi erano stati contagiati", continuano i ricercatori, "suggerendo che alcuni individui altamente esposti possano essere resistente all'infezione con questo virus. Perciò abbiamo esaminato alcuni esempi di suscettibilità geneticamente determinata a esiti gravi di due malattie infettive: la tubercolosi e il Covid-19, coprendo in modo più approfondito i tre casi noti di resistenza congenita alle infezioni. Abbiamo considerato, quindi, i geni candidati direttamente rilevanti per la resistenza all'infezione da Sars-Cov-2. E abbiamo proposto una strategia per il reclutamento e l'analisi genetica di individui che sono naturalmente resistenti all'infezione del virus. Ora riteniamo fondamentale sostenere ulteriori studi per sviluppare la nostra comprensione dei meccanismi che causano la resistenza congenita all'infezione e può fornire un quadro per l'uso di queste conoscenze a fini terapeutici".

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Due, secondo gli studiosi, i meccanismi che danno protezione naturale contro i virus, Covid compreso: "La prima è la presenza di un'immunità preesistente, crociata da infezioni similari. Alcune persone, ad esempio, hanno resistito al Covid perché avevano contratto una precedente infezione dovuta ad altri Coronavirus. Il secondo è dovuto a qualche tratto genetico che risulta essere poi favorevole nei confronti della nuova infezione. Ad esempio individui che hanno una densità di recettori Ace2 e Trmpss (proteine) più bassa risulterebbero meno infettabili. Oppure può accadere che alcuni soggetti abbiano sia una variazione genetica che protegge dal Covid, ma hanno pure contratto una precedente infezione con un virus parente. E questo li rende praticamente intangibili".

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