Covid, in Piemonte soltanto sei pazienti intubati

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Piemonte, si svuotano i letti di terapia intensiva dopo il coronavirus
Piemonte, si svuotano i letti di terapia intensiva dopo il coronavirus

È stata fra le regioni più colpite dalla pandemia di Covid, prima per contagi. Ora in Piemonte il coronavirus dà un po’ di tregua, come mostra il graduale svuotamento dei reparti di terapia intensiva. A oggi, si contano solo sei casi, contro i 458 registrati nel momento del picco.

Coronavirus, in Piemonte cala la terapia intensiva

Finalmente la buona notizia è confermata dai fatti. Come mostrano i dati, il trend di discesa dei casi di Covid-19 nella regione è iniziato lo scorso 31 marzo, eppure il numero di pazienti intubati restava molto alti. Stando al bollettino di ieri sabato 18 luglio, si contano sei ricoverati in gravi condizioni: due sono a Torino, due ad Alessandria, uno ad Orbassano e un ultimo paziente a Tortona. I due pazienti precedentemente intubati a Novara e Vercelli, invece, sono passati ai reparti di sub-intensiva. I medici dei nosocomi, però, non possono non rilevare l’alta cronicità dello stato di salute dei malati: in altri termini, il Covid-19 ha effetti di lungo e medio periodo sul sistema respiratorio dei pazienti.

Anche i giovani possono ammalarsi di coronavirus

I dati forniscono altre indicazioni: oggi si ammalano i più giovani. Se, nella prima fase della pandemia, i pazienti più critici erano over 70, i casi attuali confermano un range anagrafico più basso, con pazienti fra i 50 e i 60 anni. Le degenze, anche in questo caso, possono essere abbastanza lunghe. Negli ospedali si conferma che la carica virale del virus è più bassa: il quadro clinico è sicuramente cambiato – affermano – eppure ora gli sforzi devono focalizzarsi sulle problematiche respiratorie: una diretta conseguenza del Covid-19. Rivolgendosi ai giovanissimi, gli esperti raccomandano comportamenti appropriati. I giovani, infatti, sono i più restii a rispettare le regole di distanziamento sociale. A fine maggio, in Piemonte si registrava un aumento di positivi fra i ventenni, con uno scarto del +1,1%.

Valgono, dunque le raccomandazioni degli esperti: mantenere la distanza di sicurezza di oltre un metro e, laddove non è possibile, indossare la mascherina.