Covid, Policlinico Modena: chiederemo aiuto a Parma e Piacenza

Red
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Image from askanews web site
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Modena, 12 mar. (askanews) - Ci sono "atteggiamenti irresponsabili di buona parte della popolazione" che hanno generato questo risultato: ricoveri ogni ora, terapie intensive e subintensive stipate e operatori sanitari allo stremo. "Adesso non siamo nelle condizioni di aiutare Bologna che ci sta chiedendo personale per terapie intensive e posti letto perché non ne abbiamo neanche noi. Tutt'al più, se ce ne sarà bisogno, chiederemo noi un aiuto a Parma e Piacenza che in questo momento sono in situazioni migliori". Il direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Modena, Claudio Vagnini, non ha dubbi: serve immediatamente un "lockdown" e "una pausa vera" degli spostamenti: "è stupido discutere se lasciar liberi gli italiani per Pasqua".

"La necessità di tipo sanitario è quella di tenere le persone a casa" sostiene Vagnini mentre scorre i dati degli ultimi ricoveri nei nosocomi modenesi: 317 (dieci in più di ieri arrivati nella notte), con un abbassamento dell'età media di una decina d'anni (ora sui 65 anni) e numerosi ventenni e trentenni ricoverati in reparti Covid con patologie serie. "La piega che sta prendendo è impegnativa" continua il direttore.

In questo momento, sui contagio giornalieri, la variante inglese rappresenta oltre il 60% della qualità del virus sul territorio modenese. A questa si aggiungono altre varianti, come la nigeriana e brasiliana. "Questa è la dimostrazione che più facciamo circolare il virus più lui si modifica - spiega Vagnini -. L'unico sistema reale di fronte a questo tipo di pandemia è chiudere. Capisco il disagio, ma in questo momento abbiamo più di 500 ricoverate, più di 90 persone ricoverate in terapia intensiva e subintensiva, questo significa avere un carico veramente superiore a quello di marzo".

"Per almeno una settimana vedremo crescita ricoveri e dei numeri nelle terapie intensive perché l'effetto della zona rossa si fa sentire dopo una ventina di giorni: siamo nell'onda lunga di quello che era pre-zona rossa - aggiunge il direttore del Policlinico di Modena -. Una settimana possiamo ancora tenere, facendo sforzi enormi e dirottando anche parte dei pazienti in giro per la provincia come si sta già facendo. Se possibile si andrà anche verso una richiesta d'aiuto in altre parti della regione". Perché ormai si è arrivati al "top di sopportazione del sistema" e a questo punto "dobbiamo trovare altre strade".

Motivo per cui il lockdown generalizzato è l'unica via da percorrere se si vogliono ottenere dei risultati. "Abbiamo avuto un risultato eccellente nel momento in cui abbiamo avuto il lockdown nazionale che ha portato sicuramente a una riduzione della circolazione del virus - dice il direttore dell'azienda -. Invece adesso mantenendo una sorta di promiscuità tra lockdown e le attività normali la cosa si prolunga. Abbiamo bisogno che la gente capisca che il sistema sta tenendo, ma tiene solo ed esclusivamente se abbiamo la solidarietà di tutta la cittadinanza e di tutte le amministrazioni. Lo chiediamo con forza: non si può lasciare il sistema sanitario pubblico da solo di fronte alle follie di alcune branche di disgraziati che minacciano i medici".