Covid, Povia sul lockdown per i no-vax: "Illogico, anche chi ha il vaccino va in terapia intensiva"

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povia lockdown
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C’è preoccupazione per la risalita dei contagi da Covid-19, oltre i 6000 in un giorno nel nostro Paese. Si pensa quindi a possibili misure restrittive per evitare una nuova impennata: una di queste potrebbe essere il lockdown per chi non è vaccinato. Ma c’è chi non è d’accordo.

Povia sul lockdown per i non vaccinati: “Illogico”

“Un lockdown per soli non vaccinati come in Austria? È illogico e antiscientifico, dal momento che vaccinato o non, ti contagi lo stesso, contagi gli altri e finisci pure in terapia intensiva” è il commento all’Adnkronos di Giuseppe Povia, cantante, sulla possibilità di introdurre misure più restrittive nei confronti dei non vaccinati per scoingiurare una nuova impennata di contagi da Covid. Per il cantante isolare solo i no-vax non avrebbe senso e lo spiega con un esempio: “Vedi Padova per esempio“. Così Giuseppe Povia all’Adnkronos commenta l’ipotesi anche in Italia di un lockdown per soli non vaccinati, come attuato dal governo austriaco nel tentativo di combattere la pandemia.

Povia sul lockdown per i no-vax: “Vedi Padova per esempio”

Giuseppe Povia, in merito alla possibilità di un lockdown per i non vaccinati come in Austria, non è d’accordo: per lui il Covid colpirebbe in maniera grave anche chi è vaccinato. L’artista si riferisce al caso di Padova, dove è scoppiato un cluster di anziani tutti vaccinati in seguito ai festeggiamenti di una coppia per le nozze d’oro. Di questi, quattro sono finiti in terapia intensiva. “È un altro ricatto per costringere la gente a farsi questo ‘spikerman’ [si riferisce al vaccino, ndr] che non è manco gratuito perché nell’Euro, tutto è debito che ricadrà futuro sui cittadini”.

Lockdown, Povia: “Viviamo in una tintocrazia schizofrenica”

Il cantante, no green pass dichiarato, ha proseguito il suo discorso, prima di salire sul palco di una manifestazione contro il certificato verde a Savona: “Non la chiamo neanche dittatura. Viviamo in una tintocrazia schizofrenica” ha concluso.

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