Covid, Pregliasco avverte: "Attenti al prossimo inverno"

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Fabrizio Pregliasco (Photo by Alessandro Bremec/NurPhoto via Getty Images)
Fabrizio Pregliasco (Photo by Alessandro Bremec/NurPhoto via Getty Images)

"Questo inverno lo dobbiamo considerare come un'ultima trincea, potrebbe esser facilitante per un colpo di coda della pandemia: ci sarà il freddo, saremo più in ambienti chiusi e ci sarà anche l'influenza". Fabrizio Pregliasco avverte gli italiani sui rischi che potrebbero sorgere nei prossimi mesi. Il professore ne ha parlato ai microfoni di "Un Giorno da Pecora" su Rai Radio1.

"Non dobbiamo preoccuparci, ma pre-occuparci, cioè organizzarci. Questa pandemia va vista come le onde di un sasso in uno stagno, le prime onde più pesanti, poi vanno a ridursi, però siamo ancora in una fase intermedia. Nel prossimo futuro abbiamo il problema dell'inverno che incombe, sappiamo cosa vuol dire avere sbalzi termici, stare rinchiusi", ha proseguito il noto virologo parlando di una possibile recrudescenza del virus a fine anno e all'inizio del 2022. 

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"Inoltre quest'anno tornerà anche l'influenza che l'anno scorso, grazie alle misure stringenti, non si è vista. C'è la necessità di essere pronti, organizzarsi dal punto di vista dei protocolli e non abbassare la guardia perché ancora oggi ogni contatto interpersonale rappresenta un potenziale rischio d'infezione anche se grazie ai vaccini c'è una protezione in termini di malattia grave e questo ci deve far stare più sereni, ma non troppo. Dobbiamo ancora cercare di convincere a vaccinarsi le persone dubbiose, che non si fidano di una vaccinazione che invece è l'elemento che farà la differenza. Lo vediamo già adesso che c'è una pandemia di vaccinati e una di non vaccinati. Scavallato questo inverno, allora potremo fare una valutazione rispetto a sempre maggiori libertà".

E sulla terza dose di vaccino anti-Covid, il direttore sanitario Irccs Galeazzi di Milano è poi intervenuto durante la trasmissione "Rotocalco 264" su Cusano Italia Tv: "Immagino che non sarà necessario rivaccinarci tutti, ma farlo con una programmazione e una strategia vaccinale simile a quella dell'influenza, quindi con esigenze di richiamo annuale per le persone più fragili e per quelle più esposte".

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"Non c'è un azzeramento della protezione vaccinale dopo 6 mesi, c'è una riduzione percentuale che però dà una residua capacità di risposta - ha precisato Pregliasco - Bisogna anche rassicurare le persone che si fanno il test sierologico per valutare gli anticorpi: questo valore deve essere considerato solo indicativo perché non c'è solo la concentrazione di anti-spike, ma anche la risposta cellulare e in anticorpi neutralizzanti che non viene normalmente misurata nei test disponibili, li facciamo solo su campioni di soggetti e vediamo che anche con valori bassi di copertura di anticorpi c'è comunque una capacità di risposta".

"Vedremo dunque se sarà necessaria la terza dose per tutti, magari con un vaccino aggiornato nel caso dovesse inserirsi un'altra variante. Le nuove tecnologie a mrna ne permettono facilmente l'aggiornamento", ha aggiunto l'esperto.

L'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha intanto autorizzato la terza dose del vaccino contro il Covid-19 (Pfizer-BioNTech e Moderna) 28 giorni dopo la seconda dose per gli adulti immunodepressi. Ha autorizzato, inoltre, il vaccino Pfizer-BioNTech per tutti gli over18 almeno sei mesi dopo la seconda dose.

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