Covid, primo test sull'uomo per nuova terapia con anticorpi

Mpd

Roma, 3 giu. (askanews) - È stato somministrato nei giorni scorsi ai pazienti il primo anticorpo per la cura del COVID-19 nell'ambito di uno studio di fase 1, controllato con placebo, che ne valuterà la sicurezza e la tollerabilità. I risultati sono previsti entro la fine di giugno. Se mostreranno che l'anticorpo può essere somministrato in modo sicuro, Lilly avvierà uno studio di Fase 2 per valutare l'efficacia del farmaco anche in ambito preventivo su pazienti vulnerabili e non candidabili per il vaccino

Eli Lilly and Company ha annunciato oggi che alcuni pazienti ospedalizzati hanno ricevuto la somministrazione di un potenziale trattamento anticorpale progettato per combattere il COVID-19. Questo farmaco sperimentale, denominato LY-CoV555, è il primo frutto della collaborazione tra Lilly e AbCellera volta a creare terapie anticorpali per la prevenzione e il trattamento di COVID-19. Si tratta del primo studio al mondo. Gli scienziati di Lilly hanno sviluppato in soli tre mesi l'anticorpo, dopo che questo era stato identificato da AbCellera ed il Centro di ricerca sui vaccini dell'Istituto nazionale di allergie e malattie infettive (NIAID) su un campione di sangue prelevato da uno dei primi pazienti statunitensi guariti da COVID-19. LY-CoV555 è il primo potenziale nuovo farmaco specificamente progettato per combattere SARS-CoV-2, il virus che causa COVID-19.

I primi pazienti nello studio sono stati trattati nei principali centri medici degli Stati Uniti, tra cui la NYU Grossman School of Medicine e Cedars-Sinai a Los Angeles.

"Siamo impegnati a lavorare con i partner del settore per generare evidenze scientifiche in grado di soddisfare l'urgente necessità di trattamenti che riducano la gravità della malattia COVID-19", ha dichiarato Mark J. Mulligan, MD, direttore della divisione di malattie infettive e immunologia e direttore del Vaccine Center presso la NYU Langone Health. "I trattamenti con anticorpi, come quello qui studiato, promettono di essere contromisure efficaci contro questa infezione mortale", ha aggiunto il dr. Mulligan, che segue le ricerche con Thomas S. Murphy, professore senior presso il Dipartimento di Medicina presso la NYU Langone.