Covid, Ragusa (Sib Balneari Sicilia): "Sburocratizzare e no scelte a metà, se si apre si apre"

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·2 minuto per la lettura

"A Catania si è scelto di far partire la stagione balneare dei lidi, quelli con cabine per utenza ‘locale’ e con abbonamenti, con un leggero ritardo: a giugno. Mentre quelli che sono i servizi da spiaggia per una utenza non locale come gli ombrelloni, i lettini, gazebo, quelli possono aprire anche da metà maggio". Lo afferma in una intervista all’AdnKronos Ignazio Ragusa, Presidente del Sib Sicilia, sindacato italiano balneare. "Abbiamo scelto ‘questi tempi’ e di ritardare un po’ per evitare eventuali pesanti contraccolpi in relazione a tutte le incognite".

"A livello regionale, purtroppo - evidenzia Ragusa- zone come Taormina, Giardini Naxos, o su Palermo con zone come Cefalù e le isole saranno pesantemente danneggiate perché cominciano ad avere indotto ed utenza già da aprile, puntando su un turismo non locale. Ed anche un solo mese di ritardo non e’ una bella notizia. Metà maggio e’ tardi".

"Non vorremmo che se vi fossero finalmente i presupposti per partire - sottolinea ancora Ragusa- la macchina amministrativa non si facesse trovare pronta".

Per il Presidente del Sib siciliano "un aiuto potrebbe e dovrebbe essere un bel po’ di ‘sburocratizzazione’ che favorirebbe il nostro lavoro. E soprattutto rivedere certe restrizioni. No a distanziamenti inutili - specifica Ragusa- come ad esempio vedere diverse persone sedute al tavolo e poi chiedere una distanza di tre metri tra un lettino e l’altro. Bisogna evitare certe stupidaggini, certe direttive alla ‘cieca’. Così inoltre non si incentiva il turismo. Perché un turista va, ovviamente, nel Paese dove le restrizioni sono minori ed i parametri meno stingenti".

"Leggiamo linee guida assolutamente inapplicabili - ammonisce il Presidente del Sib Sicilia- Bisogna avere il coraggio di non fare scelte a metà: se si apre, si apre".

"Infine - conclude Ragusa- anche noi come Sib, chiediamo allo Stato di aumentare i vaccini. Si acceleri sulle vaccinazioni. Questo, in primis, può rendere competitiva la nostra regione e l’Italia rispetto a tutti gli altri paesi che come noi hanno ed usufruiscono del turismo balneare".

(Di Francesco Bianco)