Covid, Remuzzi: "Tra Delta e Omicron, la seconda potrebbe salvarci"

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Covid, Remuzzi: "Tra Delta e Omicron, la seconda potrebbe salvarci"
Covid, Remuzzi: "Tra Delta e Omicron, la seconda potrebbe salvarci"

Covid, su Omicron e Delta Remuzzi afferma: “Se vince la prima i casi scenderanno”. Giorgio Remuzzi, professore e direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, ne ha parlato durante un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Covid, su Omicron e Delta Remuzzi afferma: “Se vince la prima i casi scenderanno”

Un’espansione rapidissima di Omicron che sovrasti Delta non sarebbe in sé una cattiva notizia”, ha dichiarato Remuzzi, “con una variante così contagiosa si dovrebbe arrivare prima al picco della curva dei nuovi positivi. Allo stesso modo, come già successo in Sudafrica e Gran Bretagna, dovrebbe essere più veloce anche il calo, ma se vogliamo parlare di fine della pandemia credo che dovremo ancora prendere delle precauzioni almeno per un paio d’anni”.

Covid, Remuzzi: “Tra Omicron e Delta immunità ancora lontana”

Secondo quanto sostenuto dal professore, la pandemia provocata dalla variante Omicron del Covid potrebbe battere la Delta e quindi causare una discesa dei contagi, nel migliore dei casi. L’immunità di gregge? Ancora lontana: “Se anche arrivassimo al 95% tra vaccinati e guariti, resterebbero da considerare le mutazioni del virus (che non si fermano) e la circolazione delle persone (che continua)”, ha proseguito Remuzzi, “Potremmo però parlare di una via d’uscita dalla pandemia, quasi una sorta di immunità di gregge”.

Il Covid di Omicron e Delta: Remuzzi e lo studio sulle cure domiciliari

Da due lavori scientifici derivanti dal gruppo di ricerca di Giorgio Remuzzi, ci sono buone novità circa le cure domiciliari per chi ha contratto il Covid. “Abbiamo dimostrato che l’impiego di antinfiammatori non steroidei utilizzati ai primi sintomi della malattia riduce del 90% l’evoluzione verso le forme gravi e l’ospedalizzazione. Entrambi gli studi hanno dei limiti e manca ancora la prova definitiva”, ha dichiarato il professore, “Il paracetamolo consuma il glutatione che è un antiossidante molto potente. Proprio in questi giorni è uscito uno studio che mostra che i pazienti con Covid hanno uno stress ossidativo importante, probabilmente responsabile del danno infiammatorio polmonare, associato a deficit di glutatione e si è visto che questo deficit aumenta con l’età”.

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