Covid, Rezza e la ripartenza: "Rischiosa, ma sotto controllo"

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rezza riaperture rischio
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Giovanni Rezza, membro del comitato tecnico scientifico definisce un rischio le riaperture previste per il 26 aprile, ma promette un pronto intervento da parte degli esperti nel caso si riscontrassero problemi sul piano epidemiologico.

Rezza: “Le riaperture? Un rischio”

Per il prossimo 26 aprile sono previste numerose riaperture in Italia, ma secondo Giovanni Rezza al momento quest’ultime rimangono un rischio da non sottovalutare.

Il Capo della Prevenzione del Ministero alla Salute e membro del Cts in un’intervista rilasciata a Repubblica parla della riapertura prevista dal governo Draghi nel nuovo decreto, ma sempre con molta attenzione.

La diminuzione dei contagi è molto lenta. Abbiamo le terapie intensive ancora congestionate. Se le aperture dovessero creare ulteriori ulteriori problemi, gli esperti saranno pronti a ricorrere a un un sistema di allerta precoce che ci permette di intervenire subito“.

Per il professore, è legittimo fare un passo in avanti per ovviare alle necessità economiche, ma un probabile intervento potrebbe arrivare solo dopo qualche settimana: “Intervenire «subito» significa comunque dover aspettare due o tre settimane dal momento degli allentamenti. E le attività che preoccupano di più sono quelle al chiuso, come ristoranti e musei, ma anche alcuni sport di contatto, come il calcetto, che comportano un certo rischio“.

Incalzato sulla campagna vaccinale, Rezza non esclude l’eventualità di un ricorso a una terza dose di vaccino, come paventato dal Ceo di Pfizer Albert Bourla. Tuttavia, per il membro del cts è da escludere la somminiustrazione del vaccino per i prossimi anni: “Non sappiamo quanto dura l’immunità conferita dal vaccino, perciò è prevedibile che dopo un certo periodo di tempo sia necessaria. Ci sarà una somministrazione ogni anno? Lo escludo“.