Covid, Ricciardi: "Dopo 1 anno, pronti a commettere stessi errori"

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"E passato più di un anno, ma pare che la lezione che ci ha dato il Covid" in Italia "non sia servita. Pronti di nuovo a commettere gli stessi errori fatti la scorsa estate. Anzi, l'anno scorso avevamo l'erronea illusione di aver cancellato il Sars-CoV-2 con una coraggiosa serie di interventi che nessuno al mondo aveva mai attuato prima e in effetti avevamo riportato la circolazione del virus ai minimi termini". E' la denuncia di Walter Ricciardi, consigliere del ministro Speranza e docente dell'università Cattolica, in un editoriale pubblicato sul quotidiano 'Avvenire'.

Per Ricciardi, "sarebbe bastato perseverare per un altro mese e rafforzare le attività di testing e tracciamento che invece abbiamo rapidamente perso con la seconda ondata di ottobre e la terza di febbraio quando, ancora una volta, non abbiamo avuto il coraggio di fare lockdown brevi e mirati per arginare il contagio che da quel momento non ci ha abbandonato più".

"Mancanza di coesione e ignoranza dell'evidenza scientifica sono gli elementi che stanno spalancando le porte a un'ulteriore ondata epidemica - sostiene - Gli stessi mali che hanno colpito la stragrande maggioranza dei Paesi europei e, da ultimo, con effetti disastrosi, l'India".

"Il Governo attuale è nato sull'idea di coesione nazionale per affrontare la pandemia. II successo della sua azione sarà possibile solo se, appunto, sarà coeso e se baserà le sue decisioni, anche impopolari, sull'evidenza scientifica. Ogni deroga all'una o all'altra sarà causa di infelicità ravvicinate. Facciamo in modo che non sia così", scrive ancora.

Secondo l'analisi di Ricciardi, oggi, rispetto alla lotta contro la pandemia, "gran parte dell'Europa sta seguendo una strategia di convivenza" con il virus, "mentre dovrebbe perseguire una strategia di eliminazione del Covid-19, e l'Italia si sta muovendo in analogia a quanto sottovalutato dal governo indiano", scrive, riassumendo la vicenda del Paese asiatico in forte difficoltà dopo aver perseguito una politica del no al lockdown.

"Pressato da forze politiche al suo interno e da settori della società esasperati dalle perdite economiche - osserva Ricciardi - il Governo italiano sta cioè riaprendo pezzi significativi di attività in presenza di un'ampia circolazione del virus, una forte pressione sui servizi sanitari, un sistema sanitario sofferente per carenza di personale, un personale mediamente anziano e provato fisicamente e psicologicamente e coperture vaccinali non ancora soddisfacenti".