Covid in ripresa in Ue, tra basse vaccinazioni e no ai lockdown

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Image from askanews web site
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Roma, 8 nov. (askanews) - L'Europa sta vivendo una nuova potente ondata di contagi legati alla pandemia di coronavirus. In diversi Paesi l'aumento delle infezioni si unisce al basso tasso di vaccinazione, ma non è dappertutto così. Lo dimostrano i casi di Olanda e Belgio, tra gli altri, dove la percentuale di immunizzazione è superiore al 75% ma dove i contagi continuano a crescere.

Nonostante l'ondata di nuove infezioni, ancora pochi governi hanno ipotizzato di imporre nuovi veri e propri lockdown. Le autorità di mezza Europa stanno piuttosto valutando restrizioni ad hoc per chi non si vaccina, per chi rifiuta il booster, pass vaccinali in stile green pass oppure limitazioni agli spostamenti nelle vacanze natalizie, come la Gran Bretagna, prima tra i Paesi dell'area a sperimentare un vertiginoso aumento dei casi dopo lo stop a tutte le misure di contenimento del virus da fine luglio.

L'aumento dei contagi si concentra in particolare nei Paesi dell'Europa centrorientale: la Repubblica ceca ha regisrato +309,4% di infezioni nelle ultime due settimane, +246,4% per l'Ungheria e +210,9% in Polonia. Dati allarmanti anche per il Belgio, +155,7% e l'Olanda, come detto, +134%.

In Ungheria, per evitare che le imprese subiscano nuovi stop alla produzione, come durante i primi lockdown, il governo ha autorizzato le aziende a rendere obbligatorio il vaccino per i propri dipendenti. Tra i primi ad usare la norma, la casa farmaceutica magiara Richter Gedeon che ha reso l'immunizzazione obbligatoria per i suoi 12mila lavoratori. Chi si rifiuterà resterà a casa senza stipendio.

Il tasso di vaccinazione resta bloccato o fortemente rallentato in maniera preoccupante in diversi Paesi, come in Bulgaria, dove è al 22%, il dato più basso dell'Ue, in Romania, al 37% (con decine di migliaia di casi giornalieri e terapie intensive al collasso) e Repubblica ceca, dove è fermo al 59%. Sotto il 30% anche Bielorussia e Ucraina, tra i Paesi confinanti.

Intanto, non si fermano le proteste in Europa per le limitazioni ancora esistenti. In Olanda, ieri sono scese in piazza migliaia di persone contro l'ipotesi di introduzione di nuove misure di controllo della pandemia, come la mascherina obbligatoria.

E anche in Germania i dati sono allarmanti. Al momento il governo ha fatto appello alla vaccinazione ma non ha parlato di restrizioni ulteriori. Il Robert Koch Institute ha rilevato 201 casi ogni 100mila abitanti nell'ultima settimana, il dato più alto di sempre nel Paese dove il 67% degli adulti sono completamente vaccinati.

Sul fronte del Regno Unito, dove ieri sono stati registrati 30.305 nuovi casi per un totale di 9.301.909 e 62 morti, (141.805 decessi da inizio pandemia) il governo di Boris Johnson sta ipotizzando restrizioni di viaggio per coloro che rifiutano il booster vaccinale e limitazioni in campo per Natale.

Il ministro della Salute Sajid Javid ha dichiarato che l'aumento della copertura vaccinale è "una missione nazionale". Intanto all'Agenzia per la sicurezza sanitaria britannica si ragiona sul numero crescente di decessi tra i vaccinati a causa della riduzione del livello di protezione contro il virus.

In Grecia il governo è passato all'azione: da sabato i non vaccinati hanno bisogno di un test negativo per accedere a bar, ristoranti, negozi, banche e uffici. Lunghe code si sono registrate per i tamponi e davanti ai negozi dove vengono controllati i certificati vaccinali e i test. In base alle nuove norme i lavoratori non vaccinati devono fornire due test negativi alla settimana per accedere al luogo di lavoro. Venerdì in Grecia sono stati registrati 6.909 nuovi casi, un nuovo record per il Paese. Il 60,5% della popolazione di 11 milioni è totalmente vaccinato.

Intanto, alle porte d'Europa, la Russia continua la sua lotta contro la pandemia, con alti tassi di contagi: oggi si è conclusa la settimana di vacanze nazionali imposta per ridurre i casi e si registrano 39.400 nuove infezioni e 1.190 decessi.

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