Covid, Rt Italia ancora in calo: è a 0.72

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Covid in Italia, oggi l'indice Rt scende ancora attestandosi a 0.72. La scorsa settimana era 0.78. E' quanto apprende l'Adnkronos Salute dalla riunione della Cabina di regia Istituto superiore di sanità-ministero della Salute su Covid-19, ancora in corso. Tutte le Regioni/Province autonome sono inoltre classificate a rischio basso e hanno tutte un Rt medio inferiore a 1, e quindi una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo uno, si apprende sugli ultimi dati del monitoraggio settimanale riferito al periodo 17-23 maggio. Nessuna Regione/Provincia autonoma supera inoltre la soglia critica di occupazione dei posti letto Covid in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è sotto la soglia critica (15%), con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 1.689 del 18 maggio a 1.323 del 25 maggio. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente al 14%. Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 11.539 del 18 maggio a 8.577 del 25.

Tra i dati, a livello nazionale, oltre al calo dell'Rt anche l'incidenza risulta in decrescita: secondo quanto si apprende dai dati del ministero della Salute, nel periodo che va dal 21 al 27 maggio, quello preso in considerazione nei parametri decisionali, si attesta a 47 casi su 100mila abitanti, contro i 66 casi su 100mila abitanti della settimana scorsa.

La prevalente circolazione in Italia della variante B.1.1.7 (nota come variante inglese) e la presenza di altre varianti che possono eludere parzialmente la risposta immunitaria, richiede tuttavia di continuare a monitorare con attenzione la situazione e mantenere cautela e gradualità nella gestione dell’epidemia, si legge nel monitoraggio settimanale.

La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve diminuzione: 39,4% rispetto al 41,9% della scorsa settimana, quanto emerge ancora dall'ultimo monitoraggio. Si osserva una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (10.639 vs 13.565 la settimana precedente). Aumenta invece la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (39.4% vs 38,1%). Infine, il 20,9% è stato diagnosticato attraverso attività di screening.

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