Covid, salgono ancora ospedalizzazioni, incidenza settimanale e Rt medio - ISS

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Un operatore sanitario presso l'Ospedale San Giuseppe ad Albano

MILANO (Reuters) - Continuano ad aumentare incidenza settimanale, Rt medio e i tassi di occupazione dei posti letto sia in terapia intensiva che nei reparti ordinari nella settimana dal 7 al 13 gennaio in Italia.

Lo si evince dai dati alla valutazione della cabina di regia che prepara il monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità-Ministero della Salute.

L'incidenza settimanale è a 1.988 casi per 100.000 abitanti, da 1.669 per 100.0000 della settimana precedente.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 17,5% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 13 gennaio)rispetto al 15,4% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 6 gennaio).

Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 27,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 13 gennaio) rispetto al 21,6% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 6 gennaio).

Va ricordato che con il tasso in terapia intensiva al 30% (e com quello nei reparti ordinari al 40%) il paese entrerebbe in zona rossa.

Nel periodo 22 dicembre 2021 – 4 gennaio 2022, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,56 (range 1,24 – 1,8), in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente e ben al di sopra della soglia epidemica.

L'Rt è l'indice che dice quanti possono essere contagiati da una sola persona in media e in un certo periodo di tempo.

Tredici regioni e province autonome sono classificate a rischio alto, 8 regioni a rischio moderato. Fra queste 5 sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto.

Raddoppia il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (649.489 rispetto a 309.903 della settimana precedente).

La percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti è in forte diminuzione (13% rispetto a 16% la scorsa settimana).

È in diminuzione anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48% rispetto a 50%) ed aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (39% rispetto a 34%).

(Emilio Parodi, in redazione a Roma Stefano Bernabei)

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