Covid, salgono ricoveri per la prima volta dopo mesi, non abolire isolamento - Gimbe

Una bandiera italiana a Piazza Navona, a Roma

MILANO (Reuters) - Il monitoraggio indipendente della fondazione scientifica Gimbe fotografa un'impennata di contagi di Covid-19 nell'ultima settimana in Italia e per la prima volta da mesi un'inversione di tendenza nei ricoveri, che tornano ad aumentare sia in terapia intensiva che in aree mediche.

Nella settimana 15-21 giugno i nuovi casi sono saliti a 255.442 rispetto ai 160.751 della settimana precedente, si legge nel rapporto, mentre calano i decessi (337 rispetto a 416).

"Sul fronte degli ospedali - dice nella nota Marco Mosti, direttore operativo della fondazione Gimbe – l'incremento dei nuovi casi ha determinato un'inversione di tendenza nei ricoveri sia in area medica (+14,4%) che in terapia intensiva (+12,6%)".

In particolare, in area critica dal minimo di 183 del 12 giugno i posti letto occupati sono saliti a 206 il 21 giugno. In area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 4.076 l'11 giugno, sono risaliti a quota 4.803 il 21 giugno.

Nel rapporto la fondazione attribuisce l'aumento di contagi anche alla crescita delle sottovarianti BA.4 e BA.5 di Omicron, che "sono più trasmissibili di BA.2 e hanno una maggior capacità di evadere la protezione immunitaria da vaccino e da pregressa infezione, aumentando la probabilità di reinfezione".

La fondazione invita quindi alla cautela per tre ragioni: la sottostima del numero di positivi (circa 600.000) per il massiccio utilizzo dei tamponi 'fai-da-te' con notifica parziale dei test positivi; l'impossibilità di determinare l'entità di questa risalita d'inizio estate e i tempi per raggiungere il picco; lo stallo della campagna vaccinale che ha aumentato l'estensione della popolazione suscettibile all'infezione con 4,03 milioni di non vaccinati, 5,51 milioni senza terza dose e 4,05 milioni di persone vulnerabili senza quarta dose.

"E' fondamentale ridurre la circolazione virale, in particolare indossando la mascherina nei locali al chiuso, specialmente se affollati o poco ventilati e in condizioni di grandi assembramenti anche all'aperto", scrive nella nota Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe, secondo il quale le istituzioni devono anche "evitare di disorientare la popolazione con proposte anti-scientifiche e rischiose per la salute pubblica, quale l'abolizione dell'isolamento per i positivi".

(Emilio Parodi, editing Gianluca Semeraro)

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