Covid, Salvini: "Genitori e nonni vanno protetti"

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"I nostri genitori e i nostri nonni, con il loro lavoro, la loro passione e il loro sacrificio hanno cresciuto, difeso e reso grandi noi e l'Italia. Doveroso tutelarli e proteggerli, obbligatorio rispettarli e onorarli". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.

CURE A DOMICILIO - "Faccio e faremo di tutto per evitare un'altra chiusura totale generale che sarebbe un disastro, le persone si possono curare a casa: terapia a domicilio, cure a domicilio, telemedicina, tampone a domicilio", ribadisce Salvini nel corso di una diretta su Instagram. Bisogna "proteggere, se serve" tenendo "a casa i più anziani, i più fragili, i più esposti". "L'età media di chi è morto, in questo in queste settimane di covid - ricorda Salvini - è 81 anni, e 3 persone su 4 sono morte con almeno altre tre malattie quindi vuol dire che il Covid colpisce soprattutto i più anziani". "Quindi - chiede Salvini - invece di punire, rinchiudere, inseguire, perseguire 60 milioni di Italiani si intervenga sui soggetti più a rischio", intervenendo nel caso a "limitazioni, per il loro bene, per il loro interesse, per i soggetti più fragili, coloro che hanno più di 70 anni che non possono essere costretti a uscire di casa per andare a farsi il tampone, a cui la spesa può essere portata a domicilio". "Bisogna fare le cure a domicilio, i tamponi a domicilio, come stanno facendo in Veneto. Le chiusure generalizzate sarebbero un disastro, la soluzione c'è, sono le proposte che stiamo facendo". "Conte - chiede - abbia una visione, un piano, non si può andare avanti con un Dpcm a settimana". "Confrontiamoci in parlamento, ieri è arrivata la telefonata del sabato sera, ma la collaborazione non è informarti di un decreto, come farà lunedì alle Camere. Collaborazione vuol dire ragionare insieme, di medici a domicilio, di tutti gli strumenti per salvare gl italiani, non vogliamo parlare di chiusure di palestre e di cinema e teatri". "Questa - dice - è una presa in giro, la gente si sta chiedendo che cosa avete fatto in sei mesi".

IL CONFRONTO - "Lo ripeto, noi non vogliamo poltrone di governo, il posto per collaborare, per lavorare insieme, esiste e si chiama Parlamento" dice, ribadendo il suo no a collaborazioni basate "su cabine di regia".