Covid, Salvini: sintonia con Draghi, c’è voglia di cambiamento

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 23 feb. (askanews) - "Abbiamo parlato di aperture sarebbe banale parlare di sottosegretari". Così Matteo Salvini, lasciando palazzo Chigi dopo l'incontro con il premier Mario Draghi risponde ai cronisti che gli chiedono del colloquio e sottolinea che sul tema "c'è sintonia".

"Servono interventi mirati, come a Brescia, non serve un lockdown nazionale da Catania a Bolzano, chiusure mirate e ritorno alla vita - insiste iul leader della Lega -, se si può pranzare tranquilli si può cenare tranquilli, lo stesso vale per palestre, impianti sportivi e istituti culturali, possono tornare garantendo salute e distanze e chi non può deve avere i ristori".

A chi gli chiede se Draghi gli sia sembrato più rigorista o più favorevole alle riaperture Salvini ha risposto: "Penso ci sia voglia di cambiamento anche da questo punto di vista. Attenzione, cautela se le terapie intensive sono occupate, non si scherza con la salute delle persone, ma alcune norme di buon senso, come i ristoranti: se non c'è rischio a pranzo non c'è neanche a cena e poi per le realtà iper controllate" come teatri e palestre.