Covid, si torna a scuola: ecco il decalogo degli igienisti SITI

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Image from askanews web site
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Roma, 7 gen. (askanews) - In vista del prossimo rientro a scuola degli studenti, un Panel di esperti della Società Italiana di Igiene ha elaborato una serie di misure raccomandate per il contrasto dell'infezione da Sars-Cov-2. "In questa fase epidemiologica - sottolineano - la diffusione e del virus investe soprattutto la popolazione in età scolastica, con numero di contagiati elevatissimo con prevedibile ulteriore incremento. Il rapido aumento del numero dei casi nella popolazione infantile mostra come la chiusura delle scuole non abbia influito in modo determinante sulla riduzione del numero dei casi che per lo più appare di origine intra-familiare. Questo dato conferma la necessità di assicurare la riapertura delle scuole senza ulteriori periodi di chiusura.

Di fronte all'aumento dell'incidenza per la decima settimana consecutiva, evidenziano gli esperti, si osservano tre fenomeni: incidenza elevata nei non vaccinati e soprattutto nelle fasce di età più giovani, aumento delle reinfezioni.

Il documento - firmato dal Presidente della SItI, Antonio Ferro - sottolinea come la vaccinazione sia efficace anche verso la variante Omicron, tuttavia, i vaccinati con almeno una dose nella fascia d'età compresa fra 5 e 11 anni risultano essere dell'11% mentre nella fascia di età compresa tra i 12 e i 19 anni sono pari al 74% della popolazione. Ponendo la continuità della didattica in presenza come obiettivo prioritario, SItI propone, "agli Organi decisori istituzionali e a tutti gli stakeholder, una serie di raccomandazioni che saranno soggette a verifica, aggiornamento e revisione in base al procedere della situazione epidemiologica". Eccole.

"La vaccinazione anti Covid-19 - ribadisce il documento - costituisce l'intervento chiave e prioritario per garantire una "scuola sicura": è necessario promuovere in ogni occasione la vaccinazione degli studenti e di tutto il personale scolastico. Orientare prioritariamente le risorse del Servizio Sanitario Nazionale impegnate per la tutela della salute della popolazione scolastica su: vaccinazione dei soggetti di età compresa fra 5 e 11 anni, anche mediante: strategie mirate di informazione, counselling e catch-up nei confronti dei soggetti da vaccinare; attivazione di punti vaccinali o utilizzo di unità mobili presso le strutture scolastiche[1] in aggiunta ai centri vaccinali e agli ambulatori dei pediatri di libera scelta; organizzazione di maratone vaccinali rivolte a tutta la popolazione eleggibile; richiami per la terza dose ("booster") tempestivamente garantiti al momento della possibilità di somministrazione (dopo 120 giorni dalla chiusura del ciclo primario) per la fascia di età 12-18 anni; vaccinazione dei non vaccinati tra i soggetti con 12 anni e più".

E' necessario poi: "Intensificare le misure non farmacologiche di prevenzione e contrasto dell'infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico con particolare riferimento a: Accesso alla scuola non consentito in presenza sintomatologia compatibile con COVID-19 (raffreddore, mal di gola, malessere, dolori muscolari, ecc) e/o temperatura corporea superiore a 37.5°C Igiene delle mani ed etichetta respiratoria Distanziamento in situazioni statiche e dinamiche di almeno un metro Utilizzo della mascherina - in particolare FFP2 - in tutti gli ambienti e in ogni situazione statica e dinamica (diversa dalle lezioni di educazione fisica) da parte di tutto il personale scolastico e degli alunni delle classi delle scuole primarie e secondarie non esentato Ricambio d'aria frequente nei luoghi di permanenza (aule, mense, ecc.) con frequente apertura di porte e finestre Adozione di precauzioni nei momenti a rischio di aggregazione (es. trasporti, ricreazione, occasioni di convivialità) e limitazione degli assembramenti Sanificazione periodica degli ambienti chiusi".

"Mantenere, e ove necessario potenziare, la rete diagnostica di prossimità, in modo da garantire a tutti i soggetti sintomatici, o a alto rischio, il tempestivo accesso ai test nei contesti comunitari, compresa la verifica della possibilità di esecuzione di test in autosomministrazione a scuola".

"Mantenere nelle comunità scolastiche attività di contact tracing semplificato in base alle soglie individuate a livello nazionale che determinano il livello e le modalità da attivare per la gestione dei contatti stretti".

"Valutare nel contesto italiano attuale (e futuro) il rapporto tra rischio e beneficio, la fattibilità tecnico-organizzativa e la sostenibilità di strategie di test-to-stay alternative alla quarantena".

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