Covid: sport e pandemia, dopo lo stop si guarda a ripartenza per tornare al benessere psico-fisico

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Se e’ vero che abitudini di vita e rapporti sociali sono state le vittime per eccellenza della pandemia da Covid 19, e’ vero anche che pure lo sport, agonistico e non, ha dovuto fare i conti con le restrizioni che ne hanno limitato quando non sospeso la pratica, con inevitabili ricadute sulla salute fisica e psicologica delle persone. Il binomio sport e salute ai tempi del Covid e’ stato il filo conduttore della tavola rotonda ‘Sport, Sanità, Ripresa e Resilienza’ organizzata dall’Asl Città di Torino, Tennis & Friends ‘Official Charity delle Nitto Atp Finals’ e Regione Piemonte in cui si sono confrontati medici e docenti universitari.

Ad aprire i lavori, il direttore generale dell’Asl Citta’ di Torino, Carlo Picco, che ha ricordato l’impegno quotidiano, non solo nella promozione dell'attività sportiva, nel rilascio delle idoneità e nell'utilizzo dello sport come terapia, ma anche lo sforzo sostenuto per permettere lo svolgimento, in tempo di Covid, delle grandi manifestazioni sportive ospitate in questi mesi nel capoluogo piemontese, ultime in ordine di tempo le Atp di tennis. "Su ogni grande evento sportivo - ha osservato Picco - l'Asl Città di Torino ha fornito e fornisce il proprio supporto per garantire le condizioni di sicurezza. Lo abbiamo fatto con le finali di Uefa Nations League, con il Gran Prix di Pattinaggio, oggi con le Atp e poi con la Coppa Davis impegnandoci nella sicurezza dei giocatori e degli spettatori con idonee misure di protezione messe in atto per contrastare il virus, dalla campagna vaccinale al tracciamento e poi con protocolli, tamponi"

Dopo l’intervento a sorpresa del presidente della Regione, Alberto Cirio, che ha ringraziato Tennis & Friends per la sua presenza ed operato, sul territorio piemontese che "sottolinea ancora una volta, l'importanza della prevenzione e dello sport" e’ toccato a Giorgio Meneschincheri, docente dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore oltre che fondatore e presidente di Tennis & Friends, manifestazione che promuove da anni la prevenzione attraverso lo sport e i corretti stili di vita, illustrare l’impatto del Covid-19 sull’attività sportiva e i conseguenti effetti sul benessere psicofisico di adulti e bambini.

Secondo una recente ricerca, sono, infatti, molteplici, le ricadute psicologiche delle restrizioni dovute al Covid che hanno avuto un impatto sullo stato d’animo incisivo. Basti pensare, per esempio, che se prima della pandemia il 73% dei bambini e il 59% dei ragazzi faceva sport con continuità, dopo la pandemia le percentuali si sono abbassate rispettivamente al 48 e al 30%. Inoltre il 26% dei bambini e il 24% dei ragazzi dopo il Covid, rileva ancora lo studio, non pratica più sport o perché demotivato o per problemi economici delle famiglie e le conseguenze dello stop forzato sono in molto casi, l’aumento di peso, la spossatezza, il disturbo di sonno al quale spesso si rimedia con il ricorso a farmaci, l’ansia e la depressione nei casi più gravi.

"Si parla molto di sport e prevenzione - ha osservato Meneschincheri - ma ad oggi manca ancora un sostegno concreto alle famiglie. Non a caso, da oltre 10 anni, Tennis & Friends porta in giro per l’Italia la sua manifestazione per sostenere a prevenzione gratuita, attraverso screening, visite e check- up gratuiti. I numeri registrati, proprio qui a Torino, lo scorso 25 e 26 settembre 2021 ne sono la prova concreta: oltre 2000 persone si sono sottoposte a prestazioni specialistiche e consulti medici gratuiti. C’è da sottolineare inoltre come durante questi, quasi due anni di pandemia, lo stile di vita dei ragazzi sia mutato drasticamente. Questo li ha portati ad una sedentarietà forzata che di fatto ha indotto ad un uso più frequente dei social dove si ritrovano a passare la maggior parte del tempo".

"Uscire dal gap non è facile perché, come si e’ più volte detto la pandemia non è terminata e proseguirà ancora. C’e’ però una nota positiva - ha concludo Meneschincheri - l’impegno del Dipartimento allo Sport che di e’ concretizzato con l’emendamento, approvato dopo 60 anni, contenuto nella legge di bilancio che ha introdotto l’insegnamento dell’educazione motoria nelle scuole elementari. Un grande traguardo, un punto chiave per una rivoluzione culturale e sportiva".

"Prevenzione come concetto globale che comprende istanze di tipo medico, come il rischio cardiovascolare, e sport per una vita più sana, devono essere al centro del salute e benessere della persona", ha concluso l’infettivologo Giovanni Di Perri, che ha poi ribadito l’importanza della terza dose di vaccino per aumentare la protezione dal Covid ma osservato che gli anticorpi monoclonali o le pillole antivirali potranno in futuro ulteriormente il livello di ospedalizzazione.

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