Covid: studio Iit, contagi correlati a gruppi sanguigni

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(Photo by Matteo Nardone/Pacific Press/LightRocket via Getty Images)
(Photo by Matteo Nardone/Pacific Press/LightRocket via Getty Images)

Una maggior trasmissione di covid tra persone con gruppi sanguigni compatibili. E' questa la teoria di un team dell'Istituto Italiano di Tecnologia messa a punto sulla base di un modello predittivo, pubblicato sulla rivista PloS One. Una volta verificata sperimentalmente potrebbe dare ulteriori indicazioni per rallentare i contagi.

Nel dettaglio un team del Center for Life Nano&Neuroscience dell'Iit di Roma, guidato da Giancarlo Ruocco, ha sviluppato un modello matematico che supporta l'ipotesi di una trasmissione più probabile tra soggetti con gruppi del sangue compatibili, seguendo in pratica le stesse regole delle trasfusioni.

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L'idea era stata sollevata da Adrien Breiman e altri colleghi dell'Università di Nantes (Francia) nel 2020 ipotizzando che i virus replicandosi all'interno di un ospite si "vestano" di molecole di cui sono "vestiti" anche i globuli rossi e altre cellule del nostro corpo: come nelle trasfusioni, se un virus passa ad un individuo non compatibile dal punto di vista dei gruppi sanguigni, il nostro sistema immunitario reagirebbe dunque attaccando l'"intruso" e debellando l'infezione sul nascere.

Lo studio dell'Iit ha utilizzato una gran mole di dati pubblici sulla distribuzione dei gruppi sanguigni e l'andamento dell'infezione in 78 paesi e li ha messi in relazione con l'andamento del contagio nelle primissime fasi, prima che ciascun paese iniziasse a contrastare l'infezione con misure preventive quali lockdown, distanziamento fisico e uso di mascherine chirurgiche.

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