Covid, subito regole regioni: misure Campania e Puglia

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Zona rossa a Pasqua, weekend blindati, zona gialla rafforza. Il governo oggi si confronta con le regioni in vista del varo di nuove misure e regole per contrastare la diffusione del coronavirus e frenare la variante inglese del covid. Intanto, però, i governatori si muovono con restrizioni locali per varare una stretta supplementare.

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In Campania, zona rossa, dopo una giornata con oltre 3000 nuovi casi di covid scattano divieti e altre chiusure: da oggi fino a domenica 21 marzo chiusi parchi urbani, ville comunali, giardini pubblici, lungomare e piazze secondo l'ordinanza del presidente Vincenzo de Luca. I luoghi indicati resteranno aperti al pubblico solo nella fascia oraria dalle 7.30 alle 8.30. "I soggetti competenti garantiscono la chiusura di eventuali porte e varchi di accesso", si legge nell'ordinanza. Stop inoltre allo svolgimento di fiere e mercati per la vendita al dettaglio, "compresi quelli rionali e settimanali", anche con riferimento alla vendita di generi alimentari. "Sono esclusi dal divieto - si legge nell'ordinanza - i negozi siti in prossimità o all’interno di aree mercatali, purché provvisti di servizi igienici autonomi, limitatamente alla vendita dei generi alimentari e alle altre attività consentite sul territorio regionale dal Dpcm del 2 marzo 2021".

In Puglia, il governatore Michele Emiliano dispone la chiusura delle scuole nelle province di Bari e Taranto da venerdì 13 marzo fino al 6 aprile. E in tutta la regione arrivano misure antiassembramento più severe e ulteriori limitazioni relative alle attività di somministrazione di alimenti e/o bevande, in particolare dopo le 18 e nei giorni festivi e prefestivi. Inoltre, si legge nell'ordinanza, in Puglia "il tasso di incidenza settimanale, stimato attraverso i dati del flusso aggregato della Protezione Civile alla data del 9.03, risulta pari a 214 per 100.000 abitanti, con valori più elevati in provincia di Bari (306 per 100.000 abitanti) e in provincia di Taranto (275 per 100.000 abitanti)". Le due province, quindi, hanno parametri associabili alla zona rossa.

In Piemonte preoccupa la pressione a cui sono sottoposti gli ospedali. La diffusione delle varianti fa impennare i ricoveri dei pazienti Covid tanto da imporre uno stop ai ricoveri di pazienti con altre patologie. A dare il segno della sofferenza degli ospedali era stata la richiesta di un'immediata istituzione della zona rossa per la regione lanciata ieri proprio dai medici. In chiusura di giornata, la disposizione inviata a tutte le aziende sanitarie regionali dall’Unità di Crisi della Regione di sospendere temporaneamente i ricoveri no Covid, escluse le urgenze, i ricoveri oncologici e quelli in cosiddetta fascia 'A', cioè da effettuare entro 30 giorni. Differite anche tutte le attività ambulatoriali, ad eccezione di quelle contrassegnate con codice 'U', cioè urgenti, da garantire entro 72 ore e 'B', da assicurare entro i entro 10 giorni. Esclusi dal provvedimento anche gli screening oncologici. A darne notizia una nota della Regione. Alle aziende sanitarie è stato chiesto di ampliare di almeno il 20% i posti letto di terapia intensiva dedicati ai pazienti Covid. L'occupazione delle terapie intensive è, infatti, arrivata a un tasso del 36%, oltre la soglia critica del 30%.