Covid Svizzera oggi, 24.602 contagi in un giorno

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Covid in Svizzera, 24.602 contagi e 16 decessi nelle ultime 24 ore. I dati sono stati pubblicati dall'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp). Una settimana fa, il bollettino giornaliero riportava 20.742 casi, 15 decessi e 109 ricoveri.

Attualmente nei reparti di terapia intensiva sono ricoverate 679 persone. I pazienti malati di Covid-19 occupano il 31,20% dei posti disponibili in terapia intensiva, dove il tasso d'occupazione è del 75,90%. Nel corso delle ultime 24 ore sono stati trasmessi i risultati di 66.659 test, con un tasso di positività del 36,9%, contro il 33,8% della scorsa settimana. La variante Omicron rappresenta il 76,7% dei casi.

Negli ultimi quattordici giorni, il numero totale di infezioni ammonta a 286.817, ovvero 3.293,21 ogni 100.000 abitanti. Dall'inizio della pandemia, 1.571.376 casi di covid-19 sono stati confermati in Svizzera e nel Liechtenstein. I decessi sono 12.047. In totale, il 67,61% degli svizzeri ha già ricevuto due dosi di vaccino. Fra la popolazione oltre i dodici anni, la quota sale al 76,93%. Inoltre, il 68,20% delle persone oltre i 65 anni e il 30,75% della popolazione ha ricevuto il cosiddetto booster, ossia la terza dose di richiamo.

PICCO A GENNAIO - L'attuale forte ondata pandemica di Covid-19 in Svizzera - la maggiore finora - dovrebbe raggiungere l'apice ancora nel corso del mese di gennaio, per poi diminuire, con 300 persone a settimana in terapia intensiva. Il 10-15% della popolazione attiva - una su sei - potrebbe ritrovarsi in isolamento o quarantena con conseguenze sul buon funzionamento di alcuni servizi essenziali. Lo ha affermato oggi Tanja Stadler, presidente delle Task Force Covid-19 del Consiglio federale svizzero, durante il consueto incontro coi media per far il punto della situazione.

Nelle prossime settimane, visto l'andamento della pandemia, da un terzo a metà degli Svizzeri si sarà infettato con la variante omicron, poi il numero di infezioni dovrebbe calare a causa dell'alto numero di persone ormai immunizzate, vuoi perché entrate in contatto col virus vuoi perché vaccinate (65%-80%). Rimarrà comunque una parte della popolazione non immunizzata, ha affermato Stadler.

Secondo Virginia Masserey, dell'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp), la forte progressione delle infezioni - molte delle quali non registrate - dovrebbe tradursi in un aumento dei ricoveri nelle prossime settimane, anche se i decessi dovrebbero rimanere stabili.

Il numero di persone in terapia intensiva - perlopiù soggetti non vaccinati - rimane stabile, anche se a un livello elevato. A contribuire a questa evoluzione è anche la variante Omicron, che pur essendo molto contagiosa sfocia in decorsi meno gravi per i pazienti, anche grazie alla vaccinazione. A livello di vaccinazioni, si segnala soprattutto una progressione delle terze dosi, un elemento importante che consente di rafforzare le difese immunitarie. Circa i bambini da 5 a 11 anni, al momento si registrano 10 mila vaccinazioni, con differenze tra i Cantoni.

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