Covid Svizzera oggi, 32.881 contagi e 36 morti in un giorno

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Covid oggi in Svizzera, 32.881 contagi e 36 decessi nelle ultime 24 ore. Lo rende noto l'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp), aggiungendo che i nuovi ricoveri sono stati 249. Mercoledì scorso i contagi erano 31.109 casi, 20 i decessi e 147 ricoveri.

Al momento 678 persone si trovano in terapia intensiva. I pazienti Covid occupano il 30,20% dei posti disponibili in terapia intensiva, con un tasso d'occupazione del 75,50%. Nel corso delle ultime 24 ore sono stati trasmessi i risultati di 109.475 test, con un tasso di positività del 30%, contro il 34,5% della scorsa settimana. Negli ultimi quattordici giorni, il numero totale di infezioni è 301.986, ovvero 3.467,38 ogni 100.000 abitanti. Dall'inizio della pandemia, 1.604.278 casi di Covid-19 sono stati confermati i in Svizzera e nel Liechtenstein. In totale si contano 12.085 decessi.

Il 67,66% degli svizzeri ha già ricevuto due dosi di vaccino. Fra la popolazione oltre i 12 anni, la quota sale al 76,99%. Inoltre, il 68,88% delle persone oltre i 65 anni e il 31,57% della popolazione hanno ricevuto il cosiddetto booster.

A partire da domani In Svizzera l'isolamento per chi è risultato positivo al Covid-19 passa da dieci a cinque giorni a condizione di non avere più sintomi da almeno 48 ore. Anche la quarantena per chi è stato in contatto con un positivo viene ridotta a cinque giorni e sarà limitata alle persone che vivono o hanno avuto contatti regolari e ravvicinati con la persona contagiata. Sono esentate dalla quarantena vaccinate o guarite da meno di quattro mesi. Sono queste le misure presentate oggi dal governo svizzero. L'esecutivo ha intanto avviato in consultazione presso i cantoni la proposta di ridurre la validità del green pass a nove mesi e prorogare fino a fine marzo le disposizioni adottate il 17 dicembre: uso del 2G (green pass per soli vaccinati e guariti), telelavoro e limiti negli incontri privati.

In una nota, il governo evidenzia come nelle ultime settimane i ricoveri e l'utilizzo delle unità di terapia intensiva siano diminuiti, e ciò nonostante l'aumento esponenziale del numero di casi positivi. Con l'arrivo della variante Omicron, le persone vaccinate o guarite hanno meno probabilità di essere ricoverate rispetto alla Delta. Lo stesso discorso vale per gli ospedalizzati che devono essere trasferiti in cure intensive. Nuovi dati scientifici confermano inoltre che la terza dose riduce notevolmente il rischio di ricovero in ospedale. La vaccinazione continua quindi a offrire la migliore protezione contro i decorsi gravi e le conseguenze a lungo termine della malattia. Con la variante Omicron, l'intervallo di tempo tra infezione e trasmissione del virus si è però ridotto. Per questo motivo, ma anche per far fronte ai problemi dati dal numero elevato dalle persone finite in quarantena e in isolamento, il Consiglio federale ha deciso di ridurre la loro durata.

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