Covid, Toti: a Genova compound Cri a Ospedale San Martino

Red
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Roma, 9 nov. (askanews) - "Nel giro di due o tre giorni entrerà in funzione questo compound montato in tempo record dalla nostra Protezione Civile e dalla Croce Rossa, a supporto del pronto soccorso del Policlinico San Martino. Non sono letti aggiuntivi in senso tradizionale, cioè dove ricoveriamo in pianta stabile i pazienti: si tratta di 24 posti letto, che, dedicati a pazienti Covid, servono a garantire maggiore capacità di accoglienza al Pronto soccorso". Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che questa mattina ha visitato la tensostruttura della Croce Rossa allestita all'esterno del Pronto Soccorso dell'Ospedale Policlinico San Martino con 24 posti letto completamente attrezzati.

"I pronto soccorso restano purtroppo la nostra strettoia di accesso al sistema sanitario - ha aggiunto Toti - nonostante gli appelli che continuo a fare di andare al pronto soccorso solo se davvero si è in pericolo serio per la propria salute, altrimenti la rete dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta e la medicina del territorio possono supportare, con adeguati protocolli gestiti sempre attraverso questo ospedale, una corretta assistenza domiciliare".

In merito al lockdown nazionale auspicato dall'Ordine dei medici, il governatore ha aggiunto: "È comprensibile da parte dei medici, che si fanno portavoce di un grido di dolore di tutto il personale sanitario, infermieristico e degli operatori degli ospedali italiani e quelli genovesi e liguri non fanno eccezione, per la preoccupazione e il carico di lavoro di queste settimane. Ma in tutte le valutazioni occorre tenere ben presente tutti i punti di vista, non solamente quello strettamente medico, ma anche quello economico e sociale che deve essere ponderato. Non credo - ha proseguito - che la scelta possa ridursi tra morire di Covid e morire di fame, per sintetizzarla in modo brutale: occorre trovare una serie di misure che siano equilibrate, in modo tale da far calare i pazienti nei nostri ospedali e al tempo stesso non logorare ulteriormente, forse questa volta davvero in modo mortale, un sistema economico che ha già sofferto tantissimo".

(segue)