##Covid Trentino, il braccio di ferro sui contagiati "fantasma"

Mda
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Milano, 19 nov. (askanews) - di Marco D'Auria Ha superato le mille firme in poco più di 24 ore la petizione per chiedere la gestione di "tutte le informazioni relative al contagio nella massima trasparenza possibile" per capire "qual è la reale situazione del contagio" in Trentino. Perché medici ed esperti non hanno dubbi: il numero ufficiale dei contagiati Covid-19 è sottostimato. Il motivo è semplice: i risultati positivi dei test rapidi, che sono la maggior parte di quelli effettuati, non vengono conteggiati come tali. La procedura prevede infatti che la positività debba essere confermata subito con un tampone molecolare, cosa che però in Trentino avviene almeno dopo 10 giorni. Il risultato è che dal primo test passa troppo tempo, molti dei positivi ai test rapidi nel frattempo si negativizzano, sfuggendo al conteggio. E il rapporto tra contagiati e tamponi effettuati appare migliore di quello che in realtà è. Con la conseguenza che uno dei parametri fondamentali per l'appartenenza ad una zona gialla, arancione o rossa risulta più o meno consapevolmente "abbellito". La petizione, lanciata da SosCovid Trentino, è stata già firmata da diverse figure note della scena pubblica locale, tra cui i segretari dei sindacati confederali, il presidente dell'Ordine dei medici Franco Ioppi, il numero uno di Confindustria Fausto Manzana. Si rivolge alla Provincia di Trento, guidata dal leghista Maurizio Fugatti, "perché superi ogni ritrosia e nell'interesse di tutti renda note tutte le informazioni a sua disposizione sul monitoraggio dei soggetti positivi". "Il dibattito attorno alla comunicazione dei dati sui test molecolari e quelli antigenici riguarda tutte le regioni, non è una situazione che interessa solo il Trentino", ha ribattuto Fugatti, rivendicando la correttezza del suo operato: "Il Ministero della Salute sta prendendo in merito una decisione e quando lo farà ci dirà come devono essere comunicati i dati. Il Trentino è classificato come territorio giallo perché ha indicatori che caratterizzato una buona capacità di risposta del sistema, non perché non ha comunicato determinati dati. Il Trentino si è comportato correttamente rispetto alle richieste". Non è la prima volta che il Trentino si trova al centro di polemiche sulla gestione dei dati. Già a maggio scorso furono registrate "anomalie" nel conteggio, che per un errore di interpretazione delle modalità di comunicazione del numero di contagi passò in pochi giorni da provincia tra le più colpite a livello nazionale a territorio praticamente virus free. Con un calo in pochi giorni di quasi trenta volte del numero di casi giornalieri, ma frutto solo di un "fraintendimento" nella procedura. L'errore fu poi corretto in piena estate con un "conguaglio". Sta di fatto che il Trentino a metà luglio passò da zona a basso rischio contagio a provincia momentaneamente sulla Black list del Belgio, come provincia da evitare perché a rischio Covid. "Quando vedo che ci sono regioni che si fanno forti con un numero di tamponi basso mi viene da pensare che vogliono mettere la polvere sotto il tappeto", affermò allora Davide Bassi, ex rettore dell'Università di Trento. (segue)