Covid Ue, Gozi: "Verso asse Macron-Draghi"

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A Parigi c'è "senza dubbio" la volontà di stringere "moltissimo" i rapporti con Roma, costruendo un "asse" tra il presidente Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio Mario Draghi. Asse che si è intravisto ieri, nella posizione comune sulla sospensione della somministrazione del vaccino AstraZeneca, con Roma e Parigi pronte a riprendere le iniezioni "un minuto dopo" il verdetto dell'Ema se, come pare, sarà positivo. Lo spiega all'AdnKronos l'eurodeputato di Renew Europe Sandro Gozi, eletto in Francia.

"Da Parigi - osserva Gozi - c'è certamente la volontà di stringere moltissimo i rapporti tra Parigi e Roma, di costruire un asse Macron-Draghi", non solo sul tema Covid ma in generale. Un asse "non per escludere o contro qualcuno, ma perché l'Europa ha bisogno di una fortissima intesa tra Francia e Italia. Vedo la possibilità di una nuova leadership europea tra Macron e Mario Draghi". Entrambi i presidenti sembrano determinati a procedere non appena possibile con le vaccinazioni, a fronte di un atteggiamento più prudente della Germania di Angela Merkel: "Sì è così", dice Gozi. Ma precisa che "in questo caso in vari Paesi, anche in Francia, le autorità sanitarie hanno raccomandato formalmente la sospensione della distribuzione del vaccino (di AstraZeneca, ndr) per fare ulteriori verifiche".

Pertanto, osserva Gozi, "era un po' difficile non sospendere la somministrazione del vaccino, quando per iscritto, con raccomandazioni formali, ti chiedono di farlo. Ma nel momento in cui l'Ema, come sembra darà un parere positivo sull'utilizzo del vaccino di AstraZeneca, da giovedì pomeriggio si potrà riprendere". "Dal minuto dopo che l'Ema darà parere positivo - aggiunge Gozi - dato che sembra che si vada in questa direzione, certamente bisogna ripartire".

Però, sottolinea l'eurodeputato, "la questione è un po' più ampia e non riguarda Macron e Draghi. Bisogna riflettere sul fatto se il modo in cui in Europa abbiamo applicato il principio di precauzione e il modo in cui in Europa vogliamo sempre il rischio zero, sia l'approccio giusto". "Forse - continua - se da una parte assicurassimo una maggiore trasparenza sui dati, non solo sui dati Covid, in vari settori, se educassimo la cittadinanza ad essere informata sui dati, allora forse anche questi passaggi potrebbero essere gestiti in modo meno ansiogeno, più tranquillo. L'applicazione in maniera assoluta del principio di precauzione e il rischio zero è la via giusta, è sostenibile? Oppure anche questa è una lezione che dobbiamo tirare dalla crisi della Covid? Altri Paesi hanno preso più rischi. E se le cose andassero male, dopo aver assunto un rischio, che cosa succederebbe?", conclude Gozi.