Covid Uk, allarme negli ospedali: il 90% non ha ricevuto terza dose

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johnson pazienti terapia intensiva
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Nella conferenza stampa rilasciata ai giornalisti inglesi, il premier Boris Johnson ha dichiarato che il 90% dei pazienti ricoverati in terapia intensiva non avrebbe ricevuto la terza dose del vaccino.

Boris Johnson: “90% dei pazienti in terapia intensiva senza terza dose”

La variante Omicron del covid fa paura soprattutto nel Regno Unito, dove Boris Johnson spinge per l’accelerazione del processo vaccinale, ma preoccupa ancor di più la situazione legata ai pazienti ricoverati in terapia intensiva.

In una conferenza stampa lampo rilasciata ai giornalisti, il premier inglese ha dichiarato che il 90% dei ricoverati negli ospedali e in terapia intensiva non avrebbe ricevuto la terza dose del vaccino.

Ha aggiunto in seguito che 2,4 milioni di persone hanno ricevuto due dosi ma non hanno fatto il richiamo.

Pazienti ricoverati in terapia intensiva: dopo Johnson, anche l’Italia è preoccupata

La situazione legata ai contagi e alle ospedalizzazioni riguarda da vicino anche l’Italia che nel mese di dicembre deve fare i conti con i ricoveri dei no vax.

L’incremento dei ricoveri di no vax si è consolidato: dal 7 dicembre al 28 dicembre il numero è cresciuto del 46%, mentre l’aumento dei pazienti vaccinati nello stesso periodo si è fermato al 19%“.

Cosi recita una nota della Fiaso che poi aggiunge: “I no vax sono circa il 71% del totale dei pazienti in Rianimazione contro il 29% di vaccinati. Il tasso di crescita dei ricoveri Covid, negli ospedali sentinella accelera del 13,7%“.

Pazienti in terapia intensiva: non solo Johnson alle prese con le ospedalizzazioni

Sempre seconso il report della Fiaso, nella settimana dal 21 al 28 dicembre, negli ospedali è aumentato il numero dei non vaccinati in rinaimazione rispetto ai vaccinati (21,6% contro il 10%).

I no vax sono circa il 70% degli occupanti dei posti letto, mentre il 29% dai vaccinati. Tra i vaccinati in rianimazione, l’84% aveva completato il ciclo vaccinale, ma come per il caso inglese, da oltre 4 mesi non aveva ricevuto il booster.

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