Covid, un nuovo studio: nelle città "verdi" è meno letale

Covid, un nuovo studio: nelle città
Covid, un nuovo studio: nelle città "verdi" è meno letale (Getty Images)

Lo si era sospettato fin dall'inizio. E adesso arriva la conferma: esiste una correlazione tra la diffusione del Covid e l'inquinamento. In particolare, secondo alcuni studi recenti nelle città più "verdi" il virus è meno letale.

A sostenere la correlazione tra inquinamento è diffusione del Covid è una ricerca della Sima, Società Italiana di Medicina Ambientale, in collaborazione con la Facoltà di Medicina dell’Università Complutense di Madrid e l’Università del Sannio. Lo studio, che è stato pubblicato sulla rivista “Environmental Research”, ha mostrato come il virus abbia un maggiore impatto nei territori più inquinati.

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Il presidente di Sima, Alessandro Miani, ha spiegato: “La ricerca mostra i diversi impatti in termini di infezioni, ricoveri e mortalità che il Covid ha prodotto nei diversi territori a seconda dell’intensità dell’inquinamento atmosferico e dell’estensione delle aree verdi, costituendo un’ulteriore prova che l’ambiente influisce direttamente e in modo rilevante sul nostro stato di salute”.

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Non solo Covid. Un altro studio italiano ha dimostrato la correlazione tra l'inquinamento e i problemi cardiaci. In particolare, si è scoperto che l'aria inquinata può causare uno spasmo prolungato dei vasi che nutrono il muscolo cardiaco, danneggiando anche quelli delle persone più sane. Questa volta la ricerca è stata condotta dalla Fondazione Policlinico Gemelli Irccs e dall’Università Cattolica di Roma. I dottori Rocco Antonio Montone e Filippo Crea hanno precisato che lo studio è stato condotto su 287 pazienti.

Tra questi, il 56% era affetto da ischemia miocardica cronica in presenza non caratterizzate da placche di aterosclerosi e il 44% aveva avuto un infarto a coronarie sane. L'esposizione dei pazienti all’aria inquinata è stata determinata in base al domicilio di residenza. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a coronarografia ed è stato effettuato un test "provocativo" all’acetilcolina, che è risultato positivo nel 61% dei casi. La positività è risultata più frequente nei pazienti esposti all’aria inquinata.

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