Covid, vaccini nelle aziende: il documento Inail con le regole e le priorità

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Vaccini aziende Inail
Vaccini aziende Inail

Di concerto con i Ministeri della Salute e del Lavoro e con la conferenza delle Regioni, l’Inail ha preparato un documento contenente l’ordine in base al quale la struttura commissariale coordinata dal generale Francesco Paolo Figliuolo distribuirà i vaccini destinati ai datori di lavoro per immunizzare il personale delle proprie aziende.

Vaccini nelle aziende: il documento Inail

Tra i settori i cui dipendenti da giugno avranno la priorità di vaccinazione vi sono le industrie alimentari, quelle della fabbricazione di articoli in pelle, le attività di raccolta e smaltimento di rifiuti, le società che si occupano di trasporto marittimo e aereo, servizi postali, ristorazione, turismo, commercio al dettaglio inclusi i supermercati e attività di produzione cinematografica.

Vaccini nelle aziende, il documento Inail: le priorità

Il gruppo con precedenza assoluta include un numero complessivo di circa 6 milioni e 840 mila lavoratori tra operatori sanitari, forze dell’ordine e dipendenti scolastici. Va però considerato che oltre 4 milioni e 750 mila di loro hanno già ricevuto almeno una dose di vaccino seguendo il piano vaccinale.

Nella seconda fascia di priorità, che comprende 6 milioni di cittadini tra cui 733 mila già vaccinati, compaiono invece attività a minor rischio di contatti e aggregazione (ad esempio lavori di costruzione specializzati e di edifici, coltivazioni agricole), prevalentemente svolte in ambienti non chiusi. In questo gruppo sono presenti anche centri di riferimento per culti religiosi come parrocchie, oratori e monasteri.

Appartengono alla terza classe altri 5 milioni di lavoratori, tra cui anche i dipendenti dell’industria automobilistica. Al loro interno le aziende dovranno a loro volta seguire criteri di priorità, ad esempio vaccinando prima i dipendenti che hanno contatti col pubblico o operano sul territorio rispetto a chi lavora da remoto.

Vaccini nelle aziende, il documento Inail: il caso Burger King

Oltre al criterio qualitativo, il documento stilato dall’Inail ha introdotto quello quantitativo per l’effettuazione dei vaccini. Si tratta della capacità di più aziende di mettersi insieme per creare un punto vaccinale o delle aziende più grandi di coinvolgere quelle più piccole del territorio in modo da favorire la campagna. Un esempio è quello fornito da Burger King, che oltre ai propri lavoratori coinvolgerà anche quelli dei servizi di cui si avvale (in questo caso i ristoratori della zona).