Covid Veneto, Zaia: "A Bassano due casi di variante indiana"

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Coronavirus Italia e variante indiana. "In Veneto abbiamo registrato i primi due casi di variante indiana all'Ulss Pedemontana di Bassano, si tratta di padre e figlia, rientrati probabilmente dall'India, per cui è stata confermata la variante indiana". Lo ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia, oggi nel corso del punto stampa. Da parte sua l'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin ha spiegato che "sono in isolamento fiduciario a casa, con sintomi ma non gravi". Zaia ha poi annunciato che "abbiamo anche due casi in valutazione per una eventuale conferma che si tratti di variante indiana".

Intanto sul fronte della campagna vaccinale, "ad oggi, un terzo dei Veneti è già vaccinato. Sulle vaccinazioni stiamo galoppando ed abbiamo fatto un bel lavoro, lo ha riconosciuto anche lo stesso commissario Figliuolo" ha detto il presidente del Veneto.

"In anticipo sul calendario, che prevedeva l'inizio il prossimo 3 maggio, dalle 14 di oggi in tutte le Ulss gli over 60 possono prenotare le vaccinazioni e da giovedì 29 aprile inizieranno le vaccinazioni per questi over 60" ha annunciato Zaia, spiegando che, "se arrivano i vaccini, speriamo di anticipare anche gli over 50: il mio obiettivo è di vaccinare gli ultra cinquentenni prima dell'estate. E magari, potremo partire già anche con gli over 40 - ha sottolineato Zaia - insomma, stiamo correndo e siamo sempre la prima Regione italiana per vaccinazioni e che utilizza di più il suo magazzino".

"La vaccinazione degli over 70 procede un po' a rilento nella gran parte delle Ulss" ha sottolineato il presidente del Veneto, facendo un appello agli ultra 70enni: "Prenotatevi, potete farlo anche da casa, in farmacia o anche dai carabinieri". E ha sottolineato che il ritardo dipende "in gran parte dal dibattito su Astrazeneca, che ha pesato molto su questa fascia di età. Penso che alla fine arriveremo al 70% di vaccinati tra gli over 70".

Sul fronte riaperture e scuola, infine, "in Veneto oggi siamo passati dal 50 al 70% in presenza per le superiori. E, a parte un paio di criticità subito risolte, non mi sono state segnalate dalla vicepresidente Elisa De Berti problemi" ha assicurato Zaia. "I ragazzi sono quelli più sotto pressione per eventuale assembramento, per i viaggi e quindi dico loro 'fate attenzione' - ha sottolineato - clinicamente non rappresentano un'evidenza importante per l'ospedalizzazione - ha concluso -, ma possono diventare vettori per i loro parenti, in famiglia".