Covid, Viola: "Contagi frenano morti no, servono 2 settimane"

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In Italia frenano i contagi da coronavirus Sars-CoV-2, segno che "le misure messe in atto stanno effettivamente dando dei risultati", ma il numero di morti aumenta e fa paura. "L'effetto sui decessi purtroppo arriva a distanza di un paio di settimane, quindi in questo momento non vedremo un rallentamento" di questo dato, "ma lo vedremo un po' più avanti. I morti di oggi sono più o meno i contagiati di un mese fa". Lo ha ricordato l'immunologa dell'università di Padova Antonella Viola, intervenuta ad 'Agorà' su Rai 3.

La scienziata invita a "guardare il lato positivo della situazione", il fatto che i risultati delle restrizioni prese arrivano "anche se, come ci si aspetta, arrivano lentamente. Se noi guardiamo cos'è successo nella prima fase" dell'emergenza Covid, "quando è stato fatto il lockdown" di marzo, "e vediamo quanto ci ha messo la curva poi a scendere - sottolinea - ci rendiamo conto che" anche ora "non possiamo aspettarci una riduzione drastica e rapida del numero dei contagi. Quello che possiamo aspettarci è ciò che sta avvenendo, cioè la curva rallenta la sua crescita, ma sta ancora crescendo".

Quanto raggiungerà al suo picco? "Non faccio previsioni su quando arriverà il plateau - risponde Viola - Sia perché non sono un'epidemiologa, sia e soprattutto perché abbiamo imparato che questo dipende da troppe variabili. Non solo l'andamento dell'infezione, che ha comunque dei cicli, ma anche il comportamento delle persone, le regole che vengono messe in atto e il rispetto di queste regole. Fare previsioni in questo momento non è possibile".

Rispondendo alla domanda sulla necessità di una riduzione, caldeggiata dalle Regioni, dei parametri alla base della classificazione in zone di rischio da gialle a rosse, Viola ha detto che "il problema principale oggi in Italia è quello dei dati: vengono raccolti e comunicati in modo disomogeneo e questo rende difficile le operazioni a valle. Detto questo, i parametri che sono stati identificati sono corretti. Si può semplificare? Starà al Cts stabilire se ridurli dai 21 attuali ma sono dettagli, conta però che i dati vengano comunicati e arrivino in maniera completa e che siano affidabili".

Quanto al vaccino "probabilmente arriverà a gennaio" e "sarà un vaccino sicuro". Ma "non sarà la soluzione immediata: dovremo sicuramente fare i conti con questa situazione come minimo fino all'estate". Solo "a giugno probabilmente potremo tirare un sospiro di sollievo".

"La conclusione di uno studio di fase 3 in meno di un anno dall'identificazione del virus" Sars-CoV-2 "è veramente una notizia bellissima per la scienza e per tutta l'umanità", sottolinea l'esperta dopo l'annuncio di Pfizer/BionTech. "Vorrei tranquillizzare tutte le persone che mi stanno scrivendo in questi giorni chiedendo se un anno non sia troppo poco per fare un vaccino, se non siamo andati troppo in fretta. Certo, tutti hanno corso, ma senza prendere scorciatoie", assicura Viola convinta che "quando il vaccino arriverà sarà un vaccino sicuro. Su questo non ci sono dubbi".

"Molto probabilmente, se non ci sono intoppi, un vaccino sarà registrato per la fine dell'anno - prevede l'immunologa - Quindi da gennaio si potrà cominciare la distribuzione", ma va ricordato che "i primi a essere vaccinati saranno ovviamente il personale sanitario, gli anziani più fragili delle Rsa. Si metterà in sicurezza questa fascia di popolazione", mentre "per la vaccinazione di massa, quindi per poter tornare tutti a una vita normale, servirà molto tempo. Sia per la produzione sia per la distribuzione del vaccino". Secondo la scienziata, forse "a giugno potremo respirare, perché tra la vaccinazione e l'arrivo dell'estate le cose andranno bene".

L'auspicio, ha concluso, "è che per settembre 2021 la campagna di vaccinazione" contro Covid-19 "sia stata portata a termine, proprio per non trovarci nella stessa situazione" in cui siamo finiti dopo l'estate e che stiamo vivendo ora.