Covid, Zaia: "Altri sacrifici? Solo con rimborsi e prospettive"

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''Credo che il chiedere altri sacrifici ai cittadini non possa più essere una cambiale da firmare in bianco. I cittadini sono angosciati dalla mancanza di reddito da una parte e sconcertati da notizie di ogni tipo dall’altra. Qualunque iniziativa del governo sarà efficace soltanto se potrà garantire un reddito, dei rimborsi e anche una prospettiva. Magari partendo da bar, ristoranti, palestre, spettacoli: i simboli di quest’incubo''. Lo dice il presidente della Regione Veneto Luca Zaia in un'intervista al 'Corriere della Sera'.

Sui vaccini, per Zaia, ''ci vuole più coraggio da parte dell’Italia. Che l’Europa sui vaccini abbia fallito è chiaro. E allora, lanciamo il cuore oltre l’ostacolo e attrezziamoci da soli. È una questione anche di prospettiva''. Dopo la pandemia, ''il mondo correrà. Per alcuni, sarà un nuovo rinascimento. Ma sarà anche una conquista del West: se saremo gli ultimi a piantare la bandierina, saremo morti. I miei imprenditori, qualcosa come 160 miliardi di Pil, chiedono il vaccino non per andare in vacanza, ma per ricominciare ad andare a l’estero. Il tema è: le comunità che per prime torneranno covid-free, saranno le prime a tornare sui mercati''.

Tornando sul chiudere, Zaia sottolinea che si tratta di ''una scelta dolorosissima, che deve essere necessariamente supportata da motivazioni solidissime. E poi, occorre sapere quando si inizia e quando si finisce. Ci aggiungerei anche l’opportunità, per fugare ogni dubbio su scelte che potrebbero apparire discrezionali, di introdurre dei meccanismi automatici per ciascun provvedimento restrittivo, visto che poi c’è sempre di mezzo la vita dei cittadini''.