Covid, Zaia: "Natale e Capodanno più tristi, 2020 vada fuori dalle balle"

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"Io domani sarò a casa, come al solito, con mia moglie. Non ho una tradizione di feste, quindi per me questo capodanno non cambia nulla rispetto al passato. Una volta, il primo dell'anno andavo a cavallo, ma mi è morto anche il cavallo... me ne sono successe di tutte quest'anno. Quindi, dopo il Natale più triste della nostra vita, sarà anche il peggior capodanno e non ho motivo di festeggiare sapendo che ci sono persone che stanno lottando per la vita". Così il presidente del Veneto Luca Zaia oggi nel corso dell'ultimo punto stampa del 2020 dalla sede della Protezione civile di Marghera.

"Vorrei quindi fare gli auguri a tutti i veneti, iniziando da chi non ha la salute, di poter tornare in piena salute nel 2021 e a tutti gli operatori della sanità, gli eroi, gli angeli: un augurio con il cuore in mano lo faccio a loro, e se brinderemo facciamolo a loro. Spero poi che il 2021 ci restituisca le nostre vite, perché quest'anno il mondo si è fermato", ha sottolineato Zaia che infine non ha mancato anche di "ringraziare tutti quelli che mi vogliono male: io mi batterò sempre perché chi protesta abbia il diritto di farlo, anche se lo fa perché è parte politica avversa. Ma non si faccia sotto casa, e puntando alla violenza verbale", ha detto il governatore del Veneto con chiaro riferimento alle minacce ricevute anche nei giorni scorsi con scritte minatorie davanti alla sua abitazione.

"Le restrizioni sono un fatto tecnico e scientifico e non sono una decisione politica", ha ricordato a chi gli chiedeva se dopo il 7 gennaio prevede di prendere nuove misure in regione. "E, fino ad oggi siamo rimasti in zona gialla in virtù di un algoritmo che non è stato fatto da quelli del 'circolo della scopa' ma da eminenti scienziati - ha sottolineato -. E, tra i 21 parametri c'è quello importante dell'indice Rt sopra 1,25, in Veneto siamo sempre rimasti sotto e anche quello della percentuale dei positivi sui tamponi: oggi con 52.418 tamponi fatti abbiamo avuto 2.986 nuovi casi positivi pari al 5,70 p.c. che non è una percentuale alta, visto che la media nazionale è del 12,48 p.c.".

Zaia ha anche spiegato che "c'è da tenere presente che al 7 gennaio avremo fatto settimane di restrizione in zona arancione con alcuni giorni di zona rossa, in Veneto poi abbiamo iniziato il 19 dicembre con l'ordinanza 'giallo plus' con la chiusura alle 14 dei confini comunali. Alla fine avremo fatto 20 giorni di restrizioni. Vedremo allora quali saranno gli esiti di queste restrizioni. Ad oggi, non so dirvi cosa ci aspetterà come fascia". Il governatore del Veneto si è quindi detto contrario a prendere altre misure restrittive perché ha spiegato: "Non è irrilevante il fatto che le restrizioni decise dalle regioni non prevedono i ristori".

Sulla scuola, "bene l'apertura delle superiori al 50% ma lo si potrà fare se ci saranno le condizioni e la valutazione dovrà essere stabilita dal dipartimento prevenzione. Se non ci fossero le condizioni allora sarebbe meglio aspettare un attimo". Zaia infatti ha ribadito come "le lezioni in presenza rimangono un elemento di rischio perché ci sono assembramenti di persone per molte ore in spazi ristretti".

Preoccupazione resta in Veneto anche per il terremoto. "Si sono spostati mobili nei negozi e nelle case a seguito del sisma di ieri ma non ci sono stati danni. La preoccupazione è tanta visto che siamo al centro di uno sciame sismico tra Zagabria e il sisma registrato nel veronese... Mancano ancora poche ore al 2020 e chissà che se ne vada fuori dalle b..le. E' un anno che non ci ha fatto mancare nulla....", ha chiosato Zaia.

Quanto alla politica nazionale il governatore è stato netto: "Un Paese che sta vivendo una tragedia come questa dell'epidemia di Covid ha bisogno di stabilità, un governo forte ma vedo una maggioranza turbolenta e in questa situazione non si è più lucidi nel prendere decisioni, infatti, ho visto molti tentennamenti in queste ultime fasi del governo. Ho l'impressione quindi che qualcosa accadrà. E - ha concluso - se il governo non ha più la fiducia in Parlamento si deve andare a votare".