Covid, pessimismo per un balzo di fascia per le feste natalizie della regione lombarda

·2 minuto per la lettura
lombardia zona rossa natale
lombardia zona rossa natale

La Lombardia rimane la regione con l’indice di contagio covid più alto: 1 su 4 risulta positivo, e per questo motivo è difficile prevedere un passaggio alla zona gialla entro Natale. Le terapie intensive viaggiano a quasi il 60% del tasso di riempimento, e anche la capacità di fare tamponi è saltata, tanto da dover chiedere ai medici di base di effettuarli.

Lombardia zona rossa: Natale in quella gialla?

La Lombardia continua a rimanere in zona rossa, e i dati che arrivano sul fronte covid non fanno ben sperare per Natale. C’è chi crede che si possa passare alla fascia gialla, ma i numeri preoccupano già per un complicato passaggio alla zona arancione.

In Italia al momento si contano 688.435 tamponi positivi non ancora negativizzati, e di cui 156mila solo in Lombardia. Praticamente, 1 ogni 4 risulta positivo nella regione lombarda, e a Milano la concentrazione rimane molto alta.

Per quanto riguarda le terapie intensive, gli ospedali lombardi registrano 817 pazienti, confermando così il rapporto 1 su 4 del totale italiano. Tuttavia, alcune valutazioni dei 21 indicatori tendono a pensare che la Lombardia possa comunque aspirare nel brevo tempo alla fascia arancione, ma altri dati si contrappongono pesantemente.

Tassi di riempimento e tamponi

L’Rt diminuisce a 1,61, ma l’incidenza rimane altissima: 570. 74 casi per ogni 100mila abitanti (il doppio del Lazio). Come già detto prima, le terapie intensive preoccupano, anche perché il tasso di riempimento si avvicina al 58%, quando il limite di sopportazionè del 30%.

Analoga considerazione per l’area medica, dove il tasso di riempimento si aggira sul 48% (livello accettabile sotto il 40). Ultimo dato che potrebbe smentire definitivamente l’ipotesi di un passaggio lampo alla fascia gialla è quello relativo ai tamponi. Nelle ats la capacità di effettuarli è saltata, tanto che l’azienda ospedaliera ha informato i medici di base di eseguirlo negli ambulatori solo ai pazienti sintomatici. Vista l’attesa di 10 giorni per un test in una struttura pubblica, molti si rivolgono ai privati, con tarrife che si aggirano tra i 70 e 150 euro.