Crac Multiservizi. Scopelliti: "Decisioni assunte in precedenza"

La decisione dell'allora sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti di sottoscrivere i patti parasociali "in siffatta maniera" - non soltanto per la Multiservizi ma anche per tutte le altre società partecipate - è derivata "da un indirizzo politico deciso dalla amministrazione precedente che la successiva si è limitata a mettere in atto". Lo precisa l'avvocato Aldo Labate, legale di Scopelliti, in merito al crac Multiservizi e alle dichiarazioni dell'attuale primo cittadino reggino, Giuseppe Falcomatà, secondo cui le attuali problematiche cittadine sarebbero imputabili alle precedenti amministrazioni, tra le quali quella a guida Scopelliti, il cui nome è tra i 18 indagati nell'indagine della Guardia di Finanza relativa al fallimento della Multiservizi Spa, società mista del Comune di Reggio Calabria.

L'ipotesi di reato contestata in concorso all'ex primo cittadino, che ha ricoperto anche l'incarico di governatore della Calabria, è di bancarotta, in quanto in qualità di sindaco del Comune reggino dal 20 giugno 2002 al 14 maggio 2010, quindi in qualità di legale rappresentante del socio di maggioranza di Multiservizi Spa, il 9 novembre 2004 avrebbe sottoscritto i patti parasociali il cui articolo 6 ha attribuito di fatto al socio di minoranza, Gst srl, il potere di scelta dell'amministratore della Multiservizi. Mentre invece - secondo gli inquirenti - al socio di maggioranza, ovvero il Comune, spetta il potere di nomina, e al socio di minoranza il potere di controllo. 

L'avvocato Labate per conto del suo assistito precisa come "la decisione di permettere la nomina dell'amministratore delegato delle società partecipate ai soci di minoranza - condotta questa contestata al dottore Scopelliti nell'ambito del procedimento penale di cui si discute - sia stata decisa e votata in consiglio comunale già nell'anno 2001, proprio durante la sindacatura del professore Italo Falcomatà, su proposta dell'allora assessore avvocato Demetrio Naccari Carlizzi". E a conferma di ciò, con la precisazione il legale allega la delibera del Consiglio comunale di Reggio Calabria n. 1 del 12 gennaio 2001.

Di qui la convinzione che l'ex sindaco "avrà modo di spiegare dinnanzi alla autorità giudiziaria" che per l'appunto la decisione di sottoscrivere i patti parasociali in quella maniera - e non soltanto per la Multiservizi ma anche per tutte le altre società partecipate - "sia derivata da un indirizzo politico deciso dalla amministrazione precedente che la successiva si è limitata a mettere in atto".