Craxi, nel libro di Spiri l'ultimo incontro con Cossiga: "Sai che non ci rivedremo..."

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"Francesco Cossiga vola in Tunisia per incontrare 'un vecchio amico ammalato', un 'grande uomo di Stato': 'Mi apparve assai ferito nello spirito e nel cuore', avrebbe confidato il presidente emerito della Repubblica, meravigliandosi comunque del fatto che una persona 'irruente' come Craxi fosse del tutto priva di risentimenti, 'assolutamente serena'". E' quanto si legge in un passaggio, che l'Adnkronos ha potuto consultare in anteprima, del volume "L'ultimo Craxi. Diari da Hammamet", di Andrea Spiri, in libreria con Baldini+Castoldi a partire da giovedì 16 gennaio, tre giorni prima del ventennale esatto della scomparsa del leader socialista.  

L’ex capo dello Stato, ricorda Spiri, "arriva ad Hammamet il 18 dicembre del ’99, a una settimana esatta dal Natale, nel momento in cui sul quadro politico italiano sta soffiando un forte vento di crisi: proprio in quelle ore, difatti, Massimo D’Alema rassegna le dimissioni nelle mani di Carlo Azeglio Ciampi, il quale gli affida a stretto giro il mandato per formare un nuovo esecutivo. Il gesto di Cossiga assume agli occhi di gran parte dei media la valenza della provocazione". 

Spiri ricorda come Cossiga e Craxi non si vedano da cinque anni e mezzo, ma il loro rapporto "è sempre rimasto solido", in tutto questo tempo le telefonate o le lettere hanno rinsaldato il già forte legame umano e affettivo. "I due conversano a cena, e ovviamente la Politica siede a tavola con loro". Bettino "ascolta le analisi del suo interlocutore, il quale ha garantito in Parlamento i voti necessari per l’ascesa al governo del postcomunista D’Alema, su questo lo stuzzica con delle battute, l’altro replica divertito".  

E naturalmente viene aperto "lo scrigno dei ricordi, tornando con la memoria al tempo in cui il Psi raccoglieva e amplificava le "picconate" che venivano dal Quirinale, nel convincimento che l’insolito protagonismo del capo dello Stato si rivelasse armonico al progetto di riforma della Costituzione in senso presidenziale perseguito dallo stesso Craxi. Poi, però, l’epilogo traumatico, violento, doloroso, che inghiotte speranze e illusioni".  

"Ma quante occasioni mancate… Si è fatto tardi, Bettino adesso ha necessità di riposare. Cossiga si dirige verso la macchina, tiene fra le mani un vaso della serie 'L’Italia che piange', è già in cortile quando sente il padrone di casa che lo chiama da lontano: 'Francesco!'. Si ferma, torna indietro, lo guarda negli occhi: 'Tu sai, vero, che questa è l’ultima volta che ci vediamo…' sussurra Craxi con voce stanca. I due si stringono in un nuovo lungo abbraccio, e restano senza parlare".