Crea setta del 'diavolo-vampiro' per ottenere sesso, indagato studente

webinfo@adnkronos.com

Si presentava come un 'diavolo-vampiro', con poteri sovrannaturali: una maschera per plagiare ragazzi e ragazze spesso ancora minorenni, portati alla "cieca obbedienza e totale accondiscendenza", con la promessa di realizzare i propri desideri e poi spinti a partecipare a rituali ('Il morso del vampiro') esoterici e a subire abusi sessuali.  

Diverse perquisizioni sono scattate venerdì mattina all'alba nel corso di un'inchiesta della Squadra Mobile di Firenze, coordinata dalla pm della Procura fiorentina Angela Pietroiusti, su una presunta setta satanica che operava nella provincia di Prato. A capo del gruppo, che secondo le prime ricostruzioni poteva contare su una ventina di membri, come riferisce la cronaca locale de 'La Repubblica', un cittadino straniero di 23 anni, residente sempre nel pratese, studente universitario, nei confronti del quale vengono ipotizzate gravissime accuse come riduzione in schiavitù e violenza sessuale. 

Le perquisizioni sono state eseguite anche a casa di alcuni adepti maggiorenni, a caccia del più piccolo particolare utile alle indagini. Quattro le vittime accertate, ma le verifiche sono ancora in corso e il numero è destinato ad aumentare.  

Gli accertamenti, portati avanti dagli esperti della squadra anti-sette della Questura, sono partiti dalla denuncia di una mamma, preoccupata per i due figli di 17 e 18 anni che da alcuni mesi si comportavano in modo anomalo e partecipavano a incontri nei boschi. Gli investigatori non hanno perso tempo e sono risaliti al giovane cittadino straniero, poi hanno iniziato a raccogliere le drammatiche testimonianze delle vittime.  

Tutto iniziava con i primi approcci sui social e sulle chat di WhatsApp, cui seguivano richieste di foto di nudi. Il leader faceva credere ai giovani di essere dei 'prescelti' che nelle vite precedenti avevano avuto un'altra identità (Amon, Atena, Banshee, Lilith, Le Sette Furie) e che avrebbero dovuto salvare il mondo. Li legava a sé attraverso un patto di totale obbedienza, ricorrendo a dozzinali trucchi di magia per persuaderli dei propri poteri o a messinscene come fingere di farsi uccidere da due complici per poi resuscitare.  

Al 'classico' immaginario esoterico, univa suggestioni cinematografiche di facile presa sugli adolescenti, come vampiri e lupi mannari. Durante i rituali, si legge nel decreto di perquisizione, il leader dava agli adepti morsi sulle braccia (alcune vittime hanno mostrato alla polizia i segni rimasti sulle braccia) "causando fuoriuscita di sangue, dolori persistenti e cicatrici", tutto per "aumentare le loro potenzialità e per riattivare l’essenza di lupo mannaro e vampiro delle loro vite precedenti e poter così riacquistare il potere di autoguarigione dei vampiri e la forza e agilità del lupo mannaro". In altri casi afferrava "con le mani la testa delle persone offese e di altri appartenenti al suo gruppo" e premeva i pollici sulle loro tempie "in modo da provocare fortissimi dolori alla testa per diversi giorni e in alcuni casi anche la perdita di sensi, rappresentando l’atto come necessario per sconfiggere entità maligne". 

Con la scusa di recuperare i ricordi delle vite passate, poi, faceva inalare incensi e cristalli da lui definiti 'sali' o 'sangue di drago' mentre bruciavano, provocando reazioni aggressive e violente oltre a mancamenti e lievi malori. I rituali terminavano quasi sempre con lo 'sblocco sessuale', con cui i membri della setta venivano spinti ad avere rapporti.  

Quattro le vittime accertate, tutte tra i 17 e i 18 anni, compresa una ragazzina sprofondata in una "condizione di totale sudditanza" dalle numerose aggressioni e dalle continue minacce (la morte di una sorellina e di altri familiari). Proprio per cercare riscontri ad accuse tanto gravi proseguono le indagini della Squadra Mobile: particolari utili potrebbero arrivare dall'analisi del cellulare e del computer del cittadino straniero, sequestrati durante le perquisizioni.