Creato in laboratorio un utero artificiale che potrebbe dare nuove speranze ai nati prematuri

In un laboratorio del Children’s Hospital di Philadelphia è stato testato su degli agnellini una sorta di utero artificiale che potrebbe essere una soluzione futura al problema dei bambini nati prematuri.

L’utero artificiale potrebbe aiutare i bambini nati prematuri a superare la fase delicata del post-parto (Getty)

Si tratta in sostanza di un contenitore che riproduce l’ambiente e le condizioni che si ritrovano nell’utero, grazie a un liquido che fa in tutto e per tutto la stessa funzione di quello amniotico. Tale liquido, infatti, permette di respirare attraverso i polmoni. Non solo, c’è anche un cordone ombelicale che consente di filtrare il sangue dopo la nutrizione dei tessuti.

Chiaramente è un esperimento di incredibile portata, non solo per gli sviluppi futuri, ma anche per la sua complessità. La natura ha sempre meno segreti, dunque; ma quali sono le prossime tappe relative alla creazione di un utero artificiale?

Il test è avvenuto su sei agnellini per una durata di 4 settimane, nelle quali il sistema li ha effettivamente visti crescere in modo congruo.  Gli agnellini hanno superato, grazie all’utero artificiale, il parto prematuro – rimanendo stabilmente sui parametri di sicurezza; una volta lasciati liberi hanno continuato a vivere senza apparenti danni né agli organi né neurologici.

L’utero artificiale creato per gli agnellini.

L’utero artificiale non è stato concepito per durare tutta la gravidanza, ma solo nella fase critica dopo la 22° settimana. Se il sistema sarà adeguatamente messo a punto per un uso umano, bambini nati in quel periodo potrebbero avere più opportunità di sopravvivere indenni; in caso di nascita prematura ala 23° settimana le complicanze possono essere gravissime. Attualmente, con le conoscenze mediche e scientifiche in possesso della medicina attuale, i bambini nati alla 23° settimana hanno al massimo il 30% di possibilità di rimanere in vita.

L’esperimento ha validità scientifica anche per un altro importante dettaglio: gli organi del respiro degli agnelli sono molto simili a quelli dei neonati. Ecco le parole (riportate da Repubblica) di Alan Flake, direttore del centro per la ricerca fetale del Children’s Hospital di Philadelphia: “Il nostro sistema mira a prevenire le complicazioni che normalmente capitano ai bambini estremamente prematuri, offrendo una tecnologia che prima non esisteva. Questi bambini hanno bisogno di un ponte fra l’utero della madre e il mondo esterno. Se riuscissimo ad aiutarli a far maturare i loro organi anche solo per alcune settimane, miglioreremmo la prognosi per molti di loro“.

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