Cresce la spesa per frutta e verdura bio in anno Covid

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 12 mar. (askanews) - Nell'anno della pandemia una famiglia su quattro ha acquistato ortofrutta online dai siti della grande distribuzione, con una domanda potenziale ancora maggiore e non soddisfatta a causa di una forte intensità delle richieste (durante il lockdown il 16% ha provato a effettuare un ordine senza successo). Per l'ortofrutta il canale on line non si esaurisce con la GDO: un ulteriore 15% ha acquistato da siti di produttori o mercati agricoli on line. Questi i primi dati di Organic F&V Monitor, l'Osservatorio, promosso da AssoBio e Alleanza Cooperative Italiane e curato da Nomisma, che nasce nell'Anno Internazionale della frutta e della verdura promosso dall'ONU

Proprio durante il lockdown, che i consumatori sono andati alla ricerca di prodotti naturali, biologici, con etichette chiare, a conferma di una tendenza di crescita già in atto e segno evidente che è fondamentale mettere in campo azioni di sensibilizzazione per ribadire l'importanza della frutta e della verdura per l'alimentazione umana, per la sicurezza alimentare per la salute e per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Rispetto agli altri paesi dell'Unione Europea, l'Italia è il Paese in cui la propensione al consumo di frutta è più elevata. Nel complesso, l'81% della popolazione in Italia assume almeno una porzione di frutta o verdura al giorno, ma il primato riguarda anche le quantità, oltre che la frequenza. Nel 2020, secondo le elaborazioni di Nomisma, il consumo pro capite annuo (at home + away from home) di ortofrutta fresca in Italia è stato di 160 kg, di gran lunga superiore rispetto a quello di molti paesi europei come la Germania (che si ferma a 109 kg) o il Regno Unito (101 kg).

Per il 60% dei responsabili acquisti l'origine 100% italiana acquisirà ulteriore centralità nelle scelte scelta di frutta e verdura. Ne è conferma l'elevata importanza attribuita ai prodotti ortofrutticoli a km zero o del territorio (45%). Anche la ricerca di adeguate garanzie di controllo e rintracciabilità lungo la filiera genera interesse (45%). Tra gli altri valori determinanti, ci sono i prodotti biologici (34%) e salutistici (32%), con un occhio anche alla sostenibilità, grazie alle confezioni in materiali riciclabili o ecosostenibili (30%).

Le vendite di ortofrutta veicolate dalla distribuzione moderna evidenziano un incremento nell'anno della pandemia: +9,1% a volume rispetto al 2019 e +8% a valore (oltre 4,5 miliardi di euro). L'ortofrutta è da sempre la categoria elettiva del consumatore interessato al bio a cui afferisce il maggior giro d'affari del segmento: 208 milioni di euro le vendite a peso imposto realizzate nella distribuzione moderna nel 2020 - divisi quasi perfettamente a metà tra frutta (48%) e verdura (52%). Vendite che hanno registrato un balzo del +8% a valore rispetto all'anno precedente - crescita quasi doppia rispetto all'intero paniere bio (+4,5 a valore rispetto al 2019). Libero servizio piccolo (LSP) e discount registrano le performance più brillanti (+9 e +28% rispettivamente).

Ma ci sono ulteriori potenzialità di mercato visto il crescente interesse del consumatore, le vendite bio sul totale dell'ortofrutta pesano ancora solo il 4,6% sul totale (5,6% nella categoria frutta e 3,9% nella verdura).

"Il segnale che il consumatore italiano ci manda è inequivocabile - osserva Roberto Zanoni, presidente di AssoBio - nell'anno del lockdown le scelte hanno premiato i prodotti biologici e biodinamici, la vendita di ortofrutta bio è cresciuta dell'8%. Riteniamo per questo che sia il momento opportuno per rilanciare l'attività dell'Osservatorio Organic F&V Monitor insieme a Nomisma, riconoscendo il giusto peso e dignità a ciascun canale di vendita, dallo sfuso al fuori casa, fino alla ristorazione collettiva, per fornire agli operatori uno strumento informativo completo, utile per supportare il loro sviluppo commerciale e strategico nel comparto".