Creval, Credit Agricole scalda motori per Opa, al via il 30 marzo

di Andrea Mandala
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Il logo Credit Agricole fuori da una filiale a Bordeaux

di Andrea Mandala

MILANO (Reuters) - Credit Agricole Italia punta a una fusione con il Credito Valtellinese anche se dopo l'Opa non avrà la maggioranza necessaria in assemblea straordinaria per approvare l'operazione da cui stima sinergie e benefici complessivi per circa 130 milioni di euro.

E' quanto si legge nel prospetto dell'Opa lanciata dalla controllata italiana del gruppo francese che partirà il 30 marzo e si concluderà il 21 aprile, salvo proroghe.

A Piazza Affari il titolo Creval rimane poco mosso intorno ai 12 euro, ben sopra il prezzo dell'offerta in contanti di 10,5 euro per azione.

In particolare, le potenziali sinergie di costo in base alle prime stime sono calcolate nell'ordine di 50 milioni, mentre quelle da ricavi in 36 milioni pretasse realizzabili rispettivamente in almeno tre e quattro anni.

Ulteriori benefici potrebbero derivare dall'allineamento del costo del funding di Creval al minor costo delle banche del gruppo francese, per complessivi 24 milioni (parzialmente compensati da costi di 'asset e liabilty management' per 15 milioni) e dall'ulteriore derisking per 35 milioni.

A fronte di questo, i costi per realizzare le sinergie e i benefici sul funding sono stimati in non meno di 345 milioni, di cui una parte da contabilizzare immediatamente a conto economico.

Credit Agricole Italia conferma inoltre che non sono previsti "piani di esuberi o tagli al personale" ritenendo di ottenere "maggiori efficienze esclusivamente su base volontaria".

ATTESO CDA CREVAL SU VALUTAZIONE OFFERTA

Credit Agricole ha posto come condizione di soglia minima il raggiungimento del 66,7% del capitale dell'istituto valtellinese - equivalente al quorum necessario in assemblea per deliberare la fusione - ma si è riservata il diritto di poter perfezionare l'Opa se arriverà ad avere, tenuto conto della partecipazione già detenuta, una quota di almeno il 50% più un'azione.

Credit Agricole Italia si è già assicurata una quota del 17,7% circa di Creval rispetto al 9,85% iniziale grazie all'accordo sottoscritto con Algebris e all'acquisto di altre quote minori sul mercato dei blocchi.

Con la pubblicazione del prospetto il Cda Creval potrà dare la propria valutazione all'offerta che ha già visto la contrarietà di diversi fondi azionisti con una quota complessiva di circa il 18%.

Secondo i fondi usciti allo scoperto il prezzo offerto è inadeguato non tenendo peraltro conto dei benefici derivanti dalla norma sulle Dta per agevolare le aggregazioni bancarie.

Credit Agricole sostiene tuttavia che non è al momento certo di poter applicare la normativa sulle Dta, introdotta per incentivare le aggregazioni, e conta comunque di conseguire i benefici sul patrimonio legati all'Opa su Creval in un periodo più lungo e senza costi aggiuntivi.

Creval ha indicato un valore di Dta iscritte a bilancio per 81 milioni, e quelle 'fuori bilancio' per circa 180 milioni con queste ultime che possono essere utilizzate anche su base stand-alone per circa 30 milioni all'anno.

"In caso di acquisizione e fusione, anche senza fare ricorso alle disposizioni della Legge di Bilancio 2021 e senza sostenere oneri aggiuntivi data la maggiore capacità di assorbimento di perdite derivante dal maggior reddito proprio dell'offerente, tali Dta potrebbero ragionevolmente essere iscritte in bilancio immediatamente, ancorché dedotte dal capitale, venendo poi recuperate", dice Credit Agricole specificando che i costi stimati per l'applicazione della norma fiscale ammontano a circa 66 milioni.

Intanto in vista dell'assemblea del 19 aprile sul rinnovo del Cda, la Dgfd di Denis Dumont, azionista di Creval con il 6,15%, ha presentato la sua lista di candidati confermando la gran parte degli attuali consiglieri compreso l'AD Luigi Lovaglio.

Secondo Dgfd, che era stata la promotrice della nomina dell'attuale board, "il Consiglio ha operato con indipendenza e successo" e con la lista presentata "intende dare continuità e stabilità alla governance per la definitiva esecuzione del piano nell'interesse di tutti gli azionisti, dei dipendenti e dei clienti di Creval".

(Andrea Mandalà, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)