Cricelli (Simg): "Non vedo lentezze o reticenze sulla terza dose, necessaria per tutti"

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Claudio Cricelli (Photo: Ansa)
Claudio Cricelli (Photo: Ansa)

Accelerare sulla terza dose. Sembrano non esserci più dubbi sulla strategia di Governo e Cts per fermare l’avanzata della quarta ondata che sta già flagellando alcuni Paesi d’Europa e che sembra far capolino anche in Italia. Per ora il nostro Paese, grazie a una campagna di vaccinazione ben riuscita con oltre il 76% della popolazione totale immunizzata, sembra reggere l’urto. Ma l’Rt in crescita, come anche i ricoveri e le terapie intensive, fanno dire al ministro Speranza che “l’acqua sta salendo” e “bisogna fare in fretta”.

D’altronde, Battiston, Rasi, Locatelli hanno già fatto sapere che l’arma in più sta proprio nel richiamo. Lo confermano studi accertati e anche evidenze che arrivano da Israele dove, come dice la professoressa Francesca Levi-Schaffer, immunofarmacologa dell’Università di Gerusalemme in un’intervista ad HuffPost, “la quarta ondata è già passata perché quando ha iniziato a far sentire i suoi effetti, Israele ha interrotto la somministrazione delle terze dosi per categorie e ha aperto a tutti, compresi i giovani”. Oggi Israele ha ospedalizzazioni e morti di nuovo sotto controllo. E l’Italia guarda con interesse a questo modello.

Se da una parte, dunque, il dato dell’importanza del booster è certo, pare registrarsi un’adesione fra gli aventi attualmente diritto ancora troppo bassa. Ma è davvero così? “Che la terza dose sia necessaria è ormai accertato da studi molto importanti”, ci spiega Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie. “È cominciata abbastanza rapidamente, tanto è vero che oggi è la più somministrata rispetto alla prima e la seconda che procedono a rilento. Potremmo andare più veloci? Certamente, ma ricordiamoci che quando abbiamo cominciato le indicazioni erano soltanto per operatori sanitari, ospiti della Rsa e persone sopra gli 80 anni che sono esattamente le tre categorie di persone su cui ci siamo concentrati”.

Inoltre solo poche regioni hanno affidato la somministrazione della terza dose ai medici di medicina generale. “Dove questo è avvenuto come in Toscana e nel Lazio e in pochi altri posti, la terza dose ha volato. In questo momento in Toscana praticamente tutti gli ultra 80enni sono stati vaccinati con la terza dose. Solo in un secondo momento siamo passati a indicazione di terza dose per la fascia 60-80 anni e da pochi giorni si aspetta via libera per la vaccinazione di tutti gli ultra 40enni”, ci dice ancora il dottor Cricelli che si augura che “non appena ci sarà il via libera, si riaprano gli hub e si consenta a tutte le persone sopra i 40 anni di andare liberamente a farsi somministrare il booster”.

Ma c’è un limite tecnico che giustifica, almeno in parte, secondo il Presidente di Simg, la relativa lentezza nella somministrazione delle terze dosi e starebbe nel fatto che il richiamo va fatto dopo i sei mesi: “Non basta avere avuto due dosi, deve intercorrere il semestre di distanza. Se non ci fosse, a quest’ora probabilmente avremmo già somministrato il doppio delle dosi. La maggior parte delle persone ha fatto la seconda dose nell’intervallo di tempo luglio-agosto-settembre, quindi non sono in condizioni di farsi somministrare la terza dose”.

Perciò nessuna reticenza? “Assolutamente no. La richiesta di ricevere la terza dose di vaccino anti-Covid, da parte degli anziani, è elevata. Ne farebbero anche 5, se fosse necessario. Gli anziani non solo sono pronti a vaccinarsi ma sono quelli che ci telefonano di più e addirittura pressano per vaccinarsi”. In generale, però, “le richieste sono tante anche da tutte le persone di altre fasce di età, che hanno già fatto le due dosi. E ci ritroviamo persino a dover spiegare che non possono farlo perché non sono ancora trascorsi 6 mesi dall’ultima dose. C’è una risposta, da parte dei cittadini, per il richiamo vaccinale, non dico inattesa, ma abbastanza sostenuta”, spiega Cricelli.

E per quanto riguarda l’antinfluenzale? “Stiamo osservando, in queste settimane, una elevata richiesta di vaccinazione antinfluenzale, negli anziani e nelle fasce a rischio, ma anche nella popolazione generale”, osserva, “abbiamo già vaccinato i più fragili, ma c’è un ritardo nella consegna del trivalente, vaccino destinato alle persone più giovani. Stanno arrivando e dovremmo completare la somministrazione dei trivalenti entro l’ultima settimana di novembre”.

“Era già accaduto lo scorso anno - ricorda Cricelli - ma ora riscontriamo una ancora maggiore crescita di interesse nei confronti della vaccinazione antinfluenzale. Noi speriamo, quindi, di riportare la copertura vaccinale ai livelli del 2005-2006 quando raggiunse il 68,3%”. I segnali positivi ci sono “a giudicare dalla pressione che abbiamo dai pazienti che vogliono vaccinarsi contro l’influenza, maggiori anche rispetto alla scorsa stagione in cui c’è stato sicuramente un aumento di richieste”, conclude Cricelli.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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