Criminalità, clan Gambacurta: Campidoglio parte civile

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Roma, 10 ott. (askanews) - Il Comune di Roma parte civile nel processo al clan Gambacurta, il gruppo malavitoso che per anni secondo gli inquirenti della Capitale avrebbe controllato i quartieri Montespaccato e Primavalle, con violenze e angherie, intimidazione e pestaggi. Tutto per il controllo del mercato della droga o dell'usura.

I giudici della IV sezione, nell'aula Occorsio, hanno di fatto accolta l'istanza del legale Enrico Maggiore, per l'avvocatura del Campidoglio. Nella scorsa udienza si erano già costituite parti civili fra l'altro la Regione Lazio, Associazione Codici e il Forum delle Associazioni Antiusura.

Sono circa una settantina gli imputati al processo. Secondo l'accusa, al vertice del clan c'era Franco Gambacurta, detto zio Franco, "protagonista di un reticolo di rapporti e relazioni con elementi apicali della 'ndrangheta, della camorra e di altri sodalizi della criminalità organizzata romana".

Per spiegare la forza e la potenza di questa organizzazione criminale, il procuratore capo Michele Prestipino, quando annunciò gli arresti in conferenza, disse: "non esiste intercettazione nell'ambito della criminalità organizzata romana nel quale non viene indicato il nome di Franco Gambacurta".