Criminalità, da 'pentiti' storici prime accuse a Nicitra

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Roma, 11 feb. (askanews) - Le parole di alcuni 'pentiti' fatte agli inizi degli anni '90 sono servite agli inquirenti della Procura di Roma per sostanziare le indagini su cinque 'cold case', quattro omicidio e un tentato omicidio, in cui ha avuto un ruolo Salvatore Nicitra, ex esponente della Banda della Magliana raggiunto oggi da una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Nel provvedimento del gip Vilma Passamonti si fa riferimento alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Giuseppe Marchese, cognato di Leoluca Bagarella; Antonio Mancini e Maurizio Abbatino (ex Magliana).

E poi aggiunge il giudice: "La preziosa acquisizione di altri procedimenti penali delle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia fra cui Maurizio Abbatino" e altri soggetti "con storia e contesti criminali diversi ha permesso di delineare in modo puntuale e convergente l'organizzazione criminale facente capo alla persona di Salvatore Nicitra, come associazione di tipo para-mafioso, nel senso di una convergenza in ordine a specifici soggetti e a specifici fatti anche per omicidi sinora risolti quale quello di Roberto Belardinelli detto 'babbo' e di Paolino Angeli nonché del ferimento di Franco Martinelli".

Gli omicidi a cui si fa riferimento si verificarono nel quartiere di Primavalle alla fine degli anni '80 e uno all'interno dell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa. In provincia di Napoli fu ucciso, Giampiero Caddeo, il 10 agosto del 1983, a causa del crollo di una parte divisoria della sua cella, per l'esplosione della bomboletta di un fornello a gas, innescato da Nicitra per uccidere Roberto Belardinelli che, in quel momento, era accidentalmente assente. (Segue)