Criminalità organizzata, zio di un capoclan rimane ferito fuori dallo stadio partenopeo

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agguato esterno stadio san paolo
agguato esterno stadio san paolo

Vincenzo Calone, 63enne di Napoli, è stato colpito alla gamba da un proiettile mentre si trovava nel parcheggio esterno allo stadio San Paolo, colpito durante un agguato. Sul posto gli inquirenti hanno ritrovato due bossoli di una calibro 9, e ora si cercano i responsabili. I carabinieri non escludono la pista della criminalità organizzata, dato che l’uomo sarebbe lo zio dell’uomo a capo del clan ominimo, attivo nel quartiere di Posillipo.

Napoli, agguato all’esterno del San Paolo

Nella serata di mercoledì 28 ottobre, all’esterno dello stadio San Paolo di Napoli, un 63enne è stato colpito con un proiettile alla gamba, nel parcheggio dell’impianto sportivo.

La moglie, in seguito, lo ha accompagnato in ospedale, e non corre pericolo di vita. Previsti 30 giorni di riabilitazione. Sul posto, intanto, gli inquirenti hanno ritrivato i due bossoli di una calibro 9 che hanno ferito il 63enne.

Ipotesi bande criminali

Secondo quanto dichiarano le forze dell’ordine, Vincenzo Calone, il 63enne ferito nella sparatoria, avrebbe contribuiti ad alimentare alcune tensioni della criminalità organizzata. L’uomo, infatti, sarebbe lo zio di Antonio, capo del clan che porta il suo cognome, molto attivo nel quartiere di Posillipo.

Inoltre, l’uomo è una vecchia conoscenza della polizia locale. Già nel 2017, i poliziotti, dopo un blitz nella sua abitazione avrebbero trovato una pistola carica di munizioni, nascosta in un vano segreto. Per questo motivo, al momento, gli inquirenti non escludono che possa trattarsi di un regolamento di conti tra bande rivali per il controllo dell’area flegrea.