Criminalità Roma, pentito: "Nessuno si mette contro i Casamonica"

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Roma, 14 gen. (askanews) - "A Roma nessuno si mette contro i Casamonica, c'è qualche gruppo che potrebbe fronteggiarli ma preferiscono accordarsi con loro, nessuno ci si mette contro, sono tanti, se tu vai in 6 loro tornano in 20". Lo ha detto il collaboratore di giustizia Massimiliano Fazzari nel maxiprocesso al clan in cui sono imputate 44 persone per accuse che vanno dall'associazione mafiosa dedita al traffico e allo spaccio di droga, all'estorsione, l'usura e la detenzione illegale di armi.

"Quando abbiamo iniziato a non pagare gli interessi per un prestito sono iniziate le minacce, che arrivavano da Massimiliano Casamonica. C'era il timore che potesse accadere qualcosa e ci siamo allontanati da Roma - ha spiegato Fazzari - Ho anche pensato di scendere in Calabria per risolvere il problema in maniera diversa, ovvero far intervenire i miei cugini o qualche amico appartenente all'Ndrangheta. In passato avevo incontrato con mio cugino il fratello di 'tiradritto' dei Morabito, ad Africo, ed avrei potuto rivolgermi anche a loro".

"I Casamonica si vantavano di poter fare affidamento su molte persone - ha detto il pentito - dicevano che potevano rompere il culo a tutti". (Segue)